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La privacy dei violatori di privacy

Agostino Ghiglia 

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Il telefonino fotografato e una tesi che ha dell’assurdo
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E chi garantisce la privacy dei maschi, in questa storia? Eh, poveri cari? Chi difende il diritto alla riservatezza di quei dipendenti della municipalizzata di Milano, autisti che fotografavano di nascosto le donne a bordo degli autobus per condividere nella loro chat le immagini (di solito prive di testa, solo tette e culi) con commenti tipo “sai questa la schiuma che fa”. È la prima cosa che mi sono chiesta: quel gruppo di amici messi alla berlina così, chi li tutela? Per fortuna c’è il Garante della Privacy, giacché viviamo in un Paese civile culla del diritto. Prende la parola Agostino Ghiglia, Fratelli d’Italia, componente del collegio del Garante. Ascoltiamolo. “Non si può fotografare il telefonino di un altro e farne un uso inappropriato. Un conto è segnalare un illecito all’azienda, un altro conto è trasmettere l’immagine a un giornale o a una blogger o a una influencer”. Non ho capito bene, rileggo. Ah, ecco. Si riferisce alla ragazza di 26 anni, passeggera del bus, che ha fo…

E chi garantisce la privacy dei maschi, in questa storia? Eh, poveri cari? Chi difende il diritto alla riservatezza di quei dipendenti della municipalizzata di Milano, autisti che fotografavano di nascosto le donne a bordo degli autobus per condividere nella loro chat le immagini (di solito prive di testa, solo tette e culi) con commenti tipo “sai questa la schiuma che fa”. È la prima cosa che mi sono chiesta: quel gruppo di amici messi alla berlina così, chi li tutela? Per fortuna c’è il Garante della Privacy, giacché viviamo in un Paese civile culla del diritto. Prende la parola Agostino Ghiglia, Fratelli d’Italia, componente del collegio del Garante. Ascoltiamolo. “Non si può fotografare il telefonino di un altro e farne un uso inappropriato. Un conto è segnalare un illecito all’azienda, un altro conto è trasmettere l’immagine a un giornale o a una blogger o a una influencer”. Non ho capito bene, rileggo. Ah, ecco. Si riferisce alla ragazza di 26 anni, passeggera del bus, che ha fotografato il telefono del dipendente Atm che stava condividendo in chat la foto del sedere di una passeggera inconsapevole. Non si fa, dice Ghiglia. Quella ragazza ha “commesso un illecito”. Fatico a crederci, continuo a leggere. In fondo, cosa stavano mai facendo di grave quei simpatici ragazzi? Niente di che, si giravano foto in un gruppo di sette persone. Ghiglia: “Sette persone in un paese di sessanta milioni. Vorrei vedere la tua chat del calcetto, se giochi a calcetto, o la chat della palestra, o la chat dei genitori, perché ne vediamo di tutti i colori”. La chat del calcetto. In effetti c’è del vero. Gli daranno ragione in tanti, fra i frequentatori di chat di calcetto e palestre, a Ghiglia. Il loro nuovo eroe, forse a pari merito con Vannacci. Lo fanno tutti, no? che male c’è. Piuttosto, la ragazzina. Sì, va bene, ha oscurato i nomi dei componenti la chat “Staff ticinese”, una premura per non metterli alla gogna, ma non basta. Quella foto non la doveva fare. Rischia. Rischia grosso.

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