Come antidoto alla resistibile ascesa del generale suggerisco una pratica quotidiana, individuale e collettiva, di condivisione di storie che ci riportino al senso di umanità e civiltà. Proprio come un fatto di igiene, una al giorno. (Non so se seguite, sui social, Erika Capasso, che fa politica a Bologna, per esempio: la sua calma ferma mi giova). La storia-antidoto che vi propongo oggi è una puntata del bellissimo programma Il tuffo, di Sara Sanzi. Lo trovate in diretta su Radio3 ogni lunedì mercoledì e venerdì alle 17.30 e in podcast, sempre, su Rai play sound.
La puntata che mi ha riacceso il buonumore in una giornata difficile è quella del 3 giugno, si intitola L’ornitorinco. Sara Sanzi raccoglie il racconto di una giovane donna, Ilaria, 40 anni, madre di Teo, 15. Ilaria ha ricominciato a studiare, frequenta Filosofia all’università, suo figlio è alle superiori. Quando ha iniziato il corso Teo aveva un altro nome e un altro genere. Nel momento in cui lo ha comunicato a scuola i s…
Come antidoto alla resistibile ascesa del generale suggerisco una pratica quotidiana, individuale e collettiva, di condivisione di storie che ci riportino al senso di umanità e civiltà. Proprio come un fatto di igiene, una al giorno. (Non so se seguite, sui social, Erika Capasso, che fa politica a Bologna, per esempio: la sua calma ferma mi giova). La storia-antidoto che vi propongo oggi è una puntata del bellissimo programma Il tuffo, di Sara Sanzi. Lo trovate in diretta su Radio3 ogni lunedì mercoledì e venerdì alle 17.30 e in podcast, sempre, su Rai play sound.
La puntata che mi ha riacceso il buonumore in una giornata difficile è quella del 3 giugno, si intitola L’ornitorinco. Sara Sanzi raccoglie il racconto di una giovane donna, Ilaria, 40 anni, madre di Teo, 15. Ilaria ha ricominciato a studiare, frequenta Filosofia all’università, suo figlio è alle superiori. Quando ha iniziato il corso Teo aveva un altro nome e un altro genere. Nel momento in cui lo ha comunicato a scuola i suoi compagni, i ragazzi, hanno accolto la notizia con tranquillità. Gli adulti, specie alcuni, si sono allarmati. Un’insegnante più di tutti. Per dire di suo figlio Ilaria fa riferimento all’ornitorinco. “Anche Linneo aveva classificato il mondo animale in categorie, poi però esiste l’ornitorinco. Le categorie ci proteggono, la prevedibilità ci fa sentire al sicuro”, dice. La realtà non rispetta le categorie.
Cos’è il celebre ordine di natura a cui tanti fanno appello? È importante quello che Ilaria dice, ma soprattutto come lo dice. Col sorriso nella voce, con tranquillità nel dissenso. “Nella varietà dell’umano ci siamo scontrati anche con chi ha rifiutato la realtà”, con chi ha esercitato l’autorità con prepotenza e allora “ho usato i soli strumenti che un cittadino, in democrazia, ha per difendersi: la giustizia e la stampa”. Sarà per questo, perché sono gli unici due strumenti a disposizione di chi non ha altro potere, che giustizia e stampa sono così malvisti dal Potere. Ascoltatela.