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Uomini, donne e urne

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La parità di genere in pericolo alle elezioni
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È una faccenda davvero istruttiva, questo voto sulla nuova legge elettorale che doveva penalizzare le donne. Ci sono tutti gli elementi che si presentano ogni volta che si discute di rappresentanza con equilibrio di genere. Qualche giorno fa una serie di parlamentari di partiti di diversi schieramenti (Lega, Forza Italia, Azione, Pd e Avs) avevano espresso la preoccupazione che il voto di preferenza potesse penalizzare la rappresentanza femminile. Le preferenze, sostenevano, premiano difatti gli uomini: perché “hanno di solito maggiori risorse economiche, reti personali, notorietà costruita nel tempo”. Anche, aggiungo io, perché al momento di scegliere non di rado anche le donne votano gli uomini. Non tutte, certo, ma molte. Le preferenze sono tuttavia uno strumento di libera scelta dei cittadini. Il problema è che non risolvono la questione di chi parte da condizioni di svantaggio. Un’antica questione. Il partito della presidente del consiglio, donna, è favorevole alle preferenze. L’…

È una faccenda davvero istruttiva, questo voto sulla nuova legge elettorale che doveva penalizzare le donne. Ci sono tutti gli elementi che si presentano ogni volta che si discute di rappresentanza con equilibrio di genere. Qualche giorno fa una serie di parlamentari di partiti di diversi schieramenti (Lega, Forza Italia, Azione, Pd e Avs) avevano espresso la preoccupazione che il voto di preferenza potesse penalizzare la rappresentanza femminile. Le preferenze, sostenevano, premiano difatti gli uomini: perché “hanno di solito maggiori risorse economiche, reti personali, notorietà costruita nel tempo”. Anche, aggiungo io, perché al momento di scegliere non di rado anche le donne votano gli uomini. Non tutte, certo, ma molte. Le preferenze sono tuttavia uno strumento di libera scelta dei cittadini. Il problema è che non risolvono la questione di chi parte da condizioni di svantaggio. Un’antica questione. Il partito della presidente del consiglio, donna, è favorevole alle preferenze. L’altro ieri durante la discussione è comparso un emendamento al testo che porta la firma di Fratelli d’Italia, Noi moderati e Udc, e che Forza Italia e Lega avevano annunciato di appoggiare in aula. Lo scopo era quello di far saltare l’alternanza uomo-donna nelle liste e la garanzia di una rappresentanza di genere non superiore al 60%.

Sarebbe caduto difatti un passaggio fondamentale dell’attuale legge elettorale che pone un limite del 60 per cento: nessuno dei due generi può essere rappresentato come capolista in misura superiore a quella percentuale. Con l’emendamento invece solo dal terzo in lista sarebbe valsa l’alternanza, perciò i capolista avrebbero potuto essere tutti dello stesso sesso, né sarebbe valsa l’alternanza per il secondo: primo e secondo avrebbero potuto essere dello stesso genere. È un passaggio cruciale, che avrebbe enormi conseguenze sulla composizione del futuro Parlamento. Per ora sembra accantonato, ma da qui alla discussione in aula può succedere di tutto. Vigiliamo, si tratta del principio di rappresentanza, serve tutta la nostra attenzione.

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