Non avrà nessuna importanza, nel tempo di dopo, chi l’aveva detto e chi no, di chi sia stata la colpa. Ci sarà altro a cui pensare nel mondo nuovo, che naturalmente non riesco a immaginare se non come nei film di fantascienza — umani che ricostruiscono città sottoterra perché fuori a respirare si muore, chiusi in bolle di vetro, nudi tra le rovine, cose così — ma poi vai a sapere come sarà, il mondo nel tempo di dopo. Se sopravviveranno anche gli uomini o solo gli scoiattoli.
Certo se qualche esemplare umano sopravvivesse avrà da pensare ad altro, i primi tempi almeno: non a raccontare la storia com’è andata, intendo. Però c’è sempre qualcuno che prima o poi si incarica di ricostruirla, la storia com’è andata, magari attraverso i reperti delle civiltà scomparse. Arriva sempre nella storia qualcuno che decifra le pietre. E racconta di qualcuno che raccontava, magari ci fu un solo superstite che, cieco, diceva alle neonate creature della nuova specie: ecco come andò.
Questo revival di O…
Non avrà nessuna importanza, nel tempo di dopo, chi l’aveva detto e chi no, di chi sia stata la colpa. Ci sarà altro a cui pensare nel mondo nuovo, che naturalmente non riesco a immaginare se non come nei film di fantascienza — umani che ricostruiscono città sottoterra perché fuori a respirare si muore, chiusi in bolle di vetro, nudi tra le rovine, cose così — ma poi vai a sapere come sarà, il mondo nel tempo di dopo. Se sopravviveranno anche gli uomini o solo gli scoiattoli.
Certo se qualche esemplare umano sopravvivesse avrà da pensare ad altro, i primi tempi almeno: non a raccontare la storia com’è andata, intendo. Però c’è sempre qualcuno che prima o poi si incarica di ricostruirla, la storia com’è andata, magari attraverso i reperti delle civiltà scomparse. Arriva sempre nella storia qualcuno che decifra le pietre. E racconta di qualcuno che raccontava, magari ci fu un solo superstite che, cieco, diceva alle neonate creature della nuova specie: ecco come andò.
Questo revival di Odissea ha riacceso l’epica del racconto orale, del cantore cieco. L’ha accesa, per chi la storia non la conosceva e sono parecchi, nei vari continenti. Del resto è così, le storie per saperle bisogna che qualcuno te le racconti e quando non ci sarà più nessuno e nessun posto non ci sarà nessuna storia.
Poi magari piano piano la vita sotto altre forme riparte, e allora sarebbe bello che si trovasse qualche segno, una prova anche piccola ma chiara ed evidente che non furono tutti gli umani a distruggere il pianeta, a lasciare che andasse in rovina. Sì certo ci furono quelli che si burlavano dell’allarme, dicevano l’estate ha sempre fatto caldo, abituatevi, d’inverno si sa che piove, a volte le città si inondano è sempre successo, qualcuno muore, è la selezione naturale.
Però ci fu chi disse occhio, per esempio quando venne giù l’ultimo pezzo di ghiacciaio in Nepal. Occhio, perché sembra la fine ma è solo l’inizio. Bisognerebbe scriverlo sulla pietra. Che un multiforme ingegno lasci traccia.