Cento presenze e una freccia che commuove
di Concita De Gregorio , -Sarà l’algoritmo, non so, ma da qualche giorno i social mi propongono il video di un giocatore di Rugby League australiana, Jai Arrow, che entra in campo tenendosi il braccio sinistro quasi paralizzato. Il pubblico applaude fragorosamente compagni e avversari gli danno pacche sulla schiena, lo abbracciano. Lui è commosso. L’arbitro fischia l’inizio della partita e subito dopo Jai viene sostituito. Lo sport ha storie che commuovono come poche altre cose, quella di Jai è una di queste. A maggio di quest’anno gli è stata diagnosticata la Sclerosi Laterale Amiotrofica, la SLA, fino a quel momento aveva giocato 98 partite con i South Sydney Rabbitohs. Raggiungere le 100 presenze è un traguardo importante in tutti gli sport di squadra, mia Jai lo avrebbe mancato. Così i dirigenti della sua società hanno chiesto un permesso speciale alla Rugby League per poterlo schierare come titolare in due incontri. Lo avrebbero fatto entrare e uscire subito dopo il fischio di inizio. Anche gli avversari sono stati d’accordo. Così Arrow ha raggiunto le 100 presenze. In tutto il mondo, gli atleti di molti sport, dal basket al calcio, alla pallavolo, dopo un punto decisivo ora festeggiano con il gesto dell’arciere che scaglia la freccia, Arrow, in inglese, in onore di Jai. Ho trovato la decisione dei South Sydney Rabbitohs un grande gesto di cura, ma mi ha commosso anche di più che Berina Colakovic, da anni compagna di Jai, a luglio abbia deciso di sposarlo. Perché sono le donne che restano a fianco del compagno sempre, anche quando si ammala. Prendersi cura, aiutare chi è in difficoltà, i più deboli, i più fragili, essere una comunità, essere umani. La storia di Jai non dovrebbe stupirci, dovrebbe essere la normalità. Ogni giorno invece arrivano segnali ben diversi intorno a noi, spinte verso l’isolare più dell’accogliere, rinchiudere invece di liberare. Il generale ha nel programma la scuola che isola chi ha difficoltà. A tutela di chi va più veloce, nel suo mondo al contrario.