INVECE CONCITA

Una Repubblica fondata sui nonni

Una Repubblica fondata sui nonni
(agf)

Lavori precari

futuro incerto

Garanzia Giovani

e la famiglia

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Ricevo da Roberta Pastorello, 37 anni. “Abito in un paese tra le montagne. È stata una scelta maturata dopo aver vissuto anni in una grande città, mentre facevo ancora ricerca all’università (nel frattempo ho deciso di darmi all’insegnamento, andando a impantanarmi in anni di precariato). Anche qui tra i monti le difficoltà non sono poche. Eppure sono fortunata. Ho comprato casa due anni fa assieme al mio compagno (lui tutt’ora ricercatore precario all’università) abbiamo avuto un bimbo l’anno scorso, quindi ora siamo in tre. Siamo riusciti ad acquistarla anche se non abbiamo un lavoro a tempo indeterminato, cosa che rende complicatissimo richiedere un mutuo. Abbiamo sfruttato Garanzia Giovani che ci ha permesso di ottenere un finanziamento al 100%. I genitori del mio compagno ci hanno dato un aiuto indispensabile che ci ha permesso di pagare tutte le spese notarili e il mediatore del credito, senza il quale non saremmo mai riusciti ad usufruire di Garanzia Giovani. Abbiamo sulle spalle un mutuo di 30 anni nella speranza che prima o poi uno di noi due riuscirà ad avere un lavoro stabile.

Senza l’aiuto dei nostri genitori, nati tra gli anni ‘50 e i ‘60, non ce l’avremmo fatta. Possibile che alla soglia dei 40 anni non abbiamo ancora la possibilità di essere autonomi? Abbiamo studiato, lavoriamo da anni ma non riusciamo a risparmiare nulla, tutto quello che percepiamo basta solo per le poche spese della vita quotidiana. Certo che le persone vanno a vivere da sole dopo i 30 anni, non fanno figli: sulla denatalità si dovrebbe aprire un grande discorso. Qui nelle nostre zone di montagna la maggior parte delle coppie della mia età vive nella casa ereditata da vecchi parenti. Sfortunati quelli che non ereditano.

L’Italia è una Repubblica fondata sui nonni. Mi chiedo, se non ci fossero i soldi di chi ha vissuto e lavorato negli anni del boom economico che fine farebbero la mia generazione e i giovani che sono arrivati dopo di noi?”.

(Scrivete la vostra storia a concita@repubblica.it)

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