INVECE CONCITA

Buone ragioni per lasciare casa sfitta

Le proteste in Francia
Le proteste in Francia (reuters)

La burocrazia

e le tasse

un ostacolo

insormontabile

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Avevo annunciato che avrei interrotto la serie di storie sull’esclusione abitativa, dopo aver lasciato per dieci giorni la parola ai lettori. Il tema ha nel frattempo preso una sua consistenza pubblica, diciamo così. In Spagna è caduto un governo (con geometrica precisione Carles Puidgemont, il leader del partito conservatore catalanista che ha tolto il sostegno a Sánchez, è stato nelle stesse ore graziato da amnistia da una corte di giudici politicamente eletti da maggioranza conservatrice). La Francia brucia: il diritto allo studio e il diritto alla casa come sappiamo si tengono. Tuttavia sono arrivate centinaia di lettere, alcune propongono il punto di vista dei proprietari. Leonardo Boselli è uno di loro. “Ci sono persone che non affittano perché non ci sono le condizioni. Se uno zio ha una casa che vuole dare al nipote? È possibile chiedere lo sfratto per un immediato parente ma non per un nipote. Per certi tipi di affitto temporaneo a canone concordato è necessario che il contratto sia fatto tramite associazioni di categoria, questo implica costi aggiuntivi e ci possono essere proprietari che rifiutano di pagare questa tassa, piuttosto lasciano sfitto. L’assistenza dovrebbe essere gratuita, tanto più che incide di più per chi affitta un solo appartamento rispetto a chi ne affitta più d’uno. Per chi affitta a studenti la tassazione ridotta è applicabile solo se tutte le stanze sono affittate. Se uno degli affittuari recede e non è possibile trovarne uno nuovo si perde il beneficio per tutte le stanze. Se l’affittuario se ne va due mesi prima lasciando danni, appena coperti dalla caparra, non solo si sono persi due mesi ma l’Agenzia delle Entrate richiede le tasse anche per quel periodo sfitto. Lo sfratto per fine locazione, inoltre, per gli affitti a canone concordato dovrebbe essere automatico: questo aumenterebbe la disponibilità di appartamenti sul mercato e stimolerebbe i proprietari ad accettare un canone più basso a fronte di maggiori garanzie dello Stato”.

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