Vedere una persona sotto un’altra luce, si dice. È una frase fatta, un modo di dire. Poi ci sono momenti in cui all’improvviso le frasi fatte – stanche, usurate, prive di sorpresa – diventano un fatto evidente: qualcosa che accade davvero davanti ai tuoi occhi, in quel momento, e non c’è un altro modo per spiegarlo. Deve essere andata così la prima volta che qualcuno lo ha detto. Ho pensato a questo ieri mattina quando ho visto il ritratto di Jannik Sinner sulla prima pagina di questo giornale. Per una frazione di secondo non l’ho neppure riconosciuto. Cioè: ho pensato sembra lui, è lui? Ho dovuto guardare meglio. Questo perché quella foto è appunto un ritratto, sembra un dipinto, e chi lo ha realizzato è un maestro della luce: Paolo Roversi, poeta della fotografia. Abbiamo tutti visto Sinner sotto un’altra luce, ieri. Una persona così diversa da quella che abbiamo in mente, dalle immagini che ci arrivano da ovunque, non richieste, annebbiando la vista e omologando lo sguardo. Perciò ecco: nell’epoca in cui chiunque può farsi fotografo, piatti al ristorante, se stesso allo specchio, milioni di selfie, immagini di tramonti, scie di traghetti, cocktail con bandierine, ecco che in un momento risulta chiara la differenza fra guardare e vedere. Guardare, se hai il dono della vista, è inevitabile. Vedere richiede consapevolezza, pensiero, coraggio: vedere è capire. C’è un saggio di John Berger, “Capire una fotografia”, è una lettura meravigliosa. Berger si chiede cosa resta delle immagini che guardiamo in modo distratto e superficiale, un numero immenso di immagini al minuto, sugli schermi, e cosa resti, invece, quando vediamo e comprendiamo qualcosa che non sapevamo prima. Di quel libro ricordo l’immagine primo Novecento di tre uomini con cappello e bastone che guardano in camera. Una foto di August Sander. Quanti uomini col cappello ho visto? Milioni, ma quei tre non se ne vanno dalla mente. Così Sinner, nel ritratto di Roversi. Che cos’è una foto, quando rivela un mondo.
INVECE CONCITA
Vedere sotto un’altra luce
di Concita De Gregorio -Il ritratto
fatto da Roversi
a Sinner
svela un mondo