Le ragazze afghane che manifestano in mezzo ai mitra dei talebani (maschi tribali scesi dalle valli per punire le città blasfeme) ci ricordano che la sola vera posta della politica, sempre, è essere padroni della propria vita. Diventarlo se non lo si è, rimanerlo se lo si è già. Ovvero, la sola vera posta della politica è la libertà.
Che sia libertà dalla fame o dalla schiavitù o dallo sfruttamento o dalla dittatura o dal patriarcato, è così rilevante? La strana discussione (molto in auge a sinistra) se siano più importanti i diritti del lavoro o i diritti personali ricorda un poco quel giochino che si faceva alle medie: preferiresti morire impiccato o ghigliottinato? La sola risposta credibile è: preferirei non morire.
Vivere in soggezione economica o in soggezione dei capitribù, con la pancia vuota o con la bocca cucita, è comunque il contrario della dignità alla quale …
Le ragazze afghane che manifestano in mezzo ai mitra dei talebani (maschi tribali scesi dalle valli per punire le città blasfeme) ci ricordano che la sola vera posta della politica, sempre, è essere padroni della propria vita. Diventarlo se non lo si è, rimanerlo se lo si è già. Ovvero, la sola vera posta della politica è la libertà.
Che sia libertà dalla fame o dalla schiavitù o dallo sfruttamento o dalla dittatura o dal patriarcato, è così rilevante? La strana discussione (molto in auge a sinistra) se siano più importanti i diritti del lavoro o i diritti personali ricorda un poco quel giochino che si faceva alle medie: preferiresti morire impiccato o ghigliottinato? La sola risposta credibile è: preferirei non morire.
Vivere in soggezione economica o in soggezione dei capitribù, con la pancia vuota o con la bocca cucita, è comunque il contrario della dignità alla quale ogni persona aspira. Quelle donne a volto scoperto rischiano percosse, galera, stupro, uccisione, nel nome della propria volontà di appartenersi, di decidere ciascuna per proprio conto chi essere e che cosa fare, lavorare o studiare, sposarsi o no, figliare o no.
Nel Quarto Stato di Pelizza da Volpedo, quadro iconico del socialismo in marcia, non è forse identica l'intenzione del corteo dei braccianti? Che cosa chiedevano i proletari insorgenti, di così diverso dalle donne di Kabul e di Herat? Chiedevano la stessa cosa: voglio essere padrone della mia vita, non voglio piegare la testa all'arbitrio del più forte, non voglio arrendermi a un ordine che non prevede, tra i suoi scopi, i miei scopi. Non ero prevista, e invece eccomi qui: la ragazza afghana come la contadina con il bimbo in braccio in prima fila nel Quarto Stato.