Uno che non faccia venire gli incubi
di Michele SerraFantasmatica, a suo modo incredibile, la candidatura di Silvio Berlusconi al Colle aleggia da qualche anno, e rispunta anche in questa pre-pre-pre vigilia delle presidenziali. Non accadrà mai, un po' perché perfino in Italia c'è un limite a tutto, un po' perché la salute e l'età non assecondano il progetto, sconsiderato dal punto di vista istituzionale e crudele perfino nei suoi confronti. Potrebbe, un uomo così malconcio da non poter presenziare a un processo (il Ruby ter: incredibile, c'è ancora il Ruby ter), sostenere un settennato? Ma allora, perché ventilare un'ipotesi che avrebbe il solo esito di arroventare daccapo le ceneri degli anni Novanta? Che convenienza c'è a fare quel nome (vedi una recente dichiarazione del Salvini), che sembra testimoniare, masochisticamente, soprattutto la drammatica mancanza di altri candidati di centrodestra, come se da quel campo, negli ultimi vent'anni, niente di nuovo e di utile fosse sortito? Ci saranno pure dei nomi, anche eccentrici, anche poco conosciuti, da suggerire ai due giovani capi della destra italiana, il Salvini e la Meloni, che non possono non avvertire come un problema la penuria di "alte personalità" digeribili anche dalla controparte politica, presentabili in sede repubblicana come facenti parte, non come intrusi. Perché la destra, perfino questa destra, è facente parte della Repubblica, no? Si lanci un grande concorso. Ma serio, non faceto, e benevolo, non malevolo: aiutiamo la destra a trovare un candidato rispettabile per il Quirinale. Basta con i vecchi nobili barbogi di sinistra, ci sarà pure un nobile barbogio o una nobile barbogia di destra che non ci faccia venire gli incubi, sapendolo presidente della Repubblica.