Gli italiani che hanno celebrato il 25 aprile perché volevano celebrare il 25 aprile sono qualche milione. Poi c’è una minoranza che lo ha fatto per ragioni private, perché era un’ottima occasione (come ogni anno) per far prevalere la propria insegna, valorizzare uno slogan o una sigla, nella sostanza intestarsi una festa di massa e trasformarla nel proprio party.
Con episodi comici (un micropartito mai sentito prima, PCARC, che pretende di espellere il Pd dal corteo di Milano), sigle partigiane fin qui non molto note che si sono rifatte un nome in opposizione all’Anpi, cortei separati sulla base del tasso di fedeltà alla causa ucraina, più la solita bava alla bocca al passaggio della Brigata ebraica, secondo antica tradizione.
Gli italiani che hanno celebrato il 25 aprile perché volevano celebrare il 25 aprile sono qualche milione. Poi c’è una minoranza che lo ha fatto per ragioni private, perché era un’ottima occasione (come ogni anno) per far prevalere la propria insegna, valorizzare uno slogan o una sigla, nella sostanza intestarsi una festa di massa e trasformarla nel proprio party.
Con episodi comici (un micropartito mai sentito prima, PCARC, che pretende di espellere il Pd dal corteo di Milano), sigle partigiane fin qui non molto note che si sono rifatte un nome in opposizione all’Anpi, cortei separati sulla base del tasso di fedeltà alla causa ucraina, più la solita bava alla bocca al passaggio della Brigata ebraica, secondo antica tradizione.
La mia memoria purtroppo è lunga, da ragazzino, a Milano, in un remoto 25 aprile (pioveva sempre, altro clima…) mi capitò perfino di fare un cordone per difendere una isolata bandiera del Partito Liberale, portata da due militanti, svillaneggiata e sputacchiata da centinaia di energumeni di qualche gruppo extraparlamentare, per ragioni che fortunatamente non ricordo più. Non è mai stata una festa serena e condivisa, il 25 aprile, per il banale motivo che pressappoco la metà degli italiani non è antifascista, e nemmeno tra gli antifascisti regge l’idea che, per un giorno, si possa essere d’accordo almeno su qualcosa. Ma un clima incarognito come questo, anche grazie a una vera e propria passione dei media per la lite, la polemica, l’inimicizia, non lo ricordavo. Di questo passo, il vero 25 aprile sarà quello di chi festeggia in solitudine, per evitare ogni equivoco. Per altro, non vado più allo stadio da dieci anni pur di evitare gli ultras.