C'è qualcosa di sincero, e quasi di tenero, nello sgomento con il quale il ministro degli Esteri russo, Lavrov, racconta quanto “disumano” sia stato, due anni fa in Svezia, essere costretto a fare pipì in un gabinetto unisex. Rinunciando a troppo ovvie considerazioni su che cosa sia, nella vita delle persone, davvero “disumano” (essere bombardati, magari? Essere spediti a morire in guerra a vent’anni?), quello che conta è cogliere, in Lavrov e nello stato maggiore putinista, lo spaesamento reazionario, uguale in ogni epoca, di fronte ai tempi che cambiano.
Latrine unisex? Confusione di genere? Gli omosessuali e i trans che si permettono di interferire nella pipì di Lavrov? Cose da pazzi! Dove andremo a finire, signora mia, anzi signore mio? Torna in mente il pope Cirillo quando disse (illustrando come meglio non si poteva l’aggressione all’Ucraina) che passare nel campo occidentale vuol dire essere costretti a…
C'è qualcosa di sincero, e quasi di tenero, nello sgomento con il quale il ministro degli Esteri russo, Lavrov, racconta quanto “disumano” sia stato, due anni fa in Svezia, essere costretto a fare pipì in un gabinetto unisex. Rinunciando a troppo ovvie considerazioni su che cosa sia, nella vita delle persone, davvero “disumano” (essere bombardati, magari? Essere spediti a morire in guerra a vent’anni?), quello che conta è cogliere, in Lavrov e nello stato maggiore putinista, lo spaesamento reazionario, uguale in ogni epoca, di fronte ai tempi che cambiano.
Latrine unisex? Confusione di genere? Gli omosessuali e i trans che si permettono di interferire nella pipì di Lavrov? Cose da pazzi! Dove andremo a finire, signora mia, anzi signore mio? Torna in mente il pope Cirillo quando disse (illustrando come meglio non si poteva l’aggressione all’Ucraina) che passare nel campo occidentale vuol dire essere costretti a organizzare il Gay pride. E nel suo molto ma molto più piccolo viene anche in mente la recentissima dichiarazione del citì della Croazia, che mai e poi mai vorrebbe vedere i suoi calciatori esultare ballando, come i brasiliani. Saranno mica checche?
Se nello spavento dei reazionari non fosse poi implicita la violenza della restaurazione, potremmo riderci sopra. Il problema è che dal brusco spiazzamento dei tempi che cambiano, e non ci chiedono mai il permesso di farlo, nascono poi blocchi emotivi, e aggressività violente, terribili. Forse ci vorrebbero dei cessi appositi per gli spaventati. I Lavrov, i Cirillo, i preti dell’Iran, quelli che basta una ciocca di capelli, un water senza sesso, a farli ammattire dalla paura.