L'amaca

di Michele Serra

L’autore dà voce alla sua ormai storica rubrica quotidiana. Nemmeno lui ha ancora capito se si tratti di una forma di schiavitù o di vanità... Dal martedì alla domenica, il podcast di Michele Serra su Repubblica.

Se l'oceano avesse i soldi

Com'è squallida e angosciante la storia della portaerei brasiliana (ex francese) Sao Paulo, fatta affondare nell'Atlantico con le sue centinaia di tonnellate di materiali tossici perché costava troppo bonificarla. Come le lavatrici e i copertoni buttati nei porti e nei canali perché costa troppo (troppa fatica) portarli in discarica, però in scala centomila volte maggiore. E con la differenza che qui non è il cittadino ignorante o incosciente, è un governo (quello di Bolsonaro, ma la decisione non è poi stata impugnata da Lula, come spiega nel suo reportage Daniele Mastrogiacomo) a decidere che il mare è la nostra discarica. Le associazioni ambientaliste - Greenpeace in prima linea - hanno cercato inutilmente di opporsi, pedinando per mesi la nave moritura lungo le sue peregrinazioni. Ma gli ambientalisti, anche quando hanno ragione, cioè spesso, non hanno i soldi, quantomeno non quanti ne servirebbero perché tutte le loro ragioni messe insieme, anche quelle più nobili, anche quelle più razionali, non venissero spazzate via come parole al vento. Contano i soldi: tutto il resto viene dopo, la salute delle acque allo stesso modo della salute degli umani, la ragione scientifica che acquista peso e urgenza solo quando dice cose economicamente convenienti. Altrimenti - vedi l'allarme climatico - è solo un'ipotesi da verificare con tutta calma. Se gli oceani, le foreste, le montagne, i ghiacci, l'aria che respiriamo e le moltitudini animali avessero una carta di credito, allora sì che potrebbero difendersi.


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  • Copiato negli appunti https://puntoitalia.online/rubriche/l-amaca/2023/02/04/audio/se_loceano_avesse_i_soldi-423002906/

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