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Un non servitore dello Stato

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La vicenda del manager di Stato Anastasio, costretto a dimettersi per avere replicato, a favore dei membri del suo Cda, il discorso in cui Mussolini rivendicava l’assassinio di Matteotti, è talmente incredibile da sembrare una caricatura malevola, e forzatissima, della nuova classe dirigente meloniana. Davvero: non ci si crede.


Però è successo. E la vicenda ci costringe a sperare che il suo protagonista sia fuori di testa, cosa che declasserebbe il caso da politico a clinico. Oppure sia uno sciocco che non sa quello che dice (capita anche a chi fa carriera). Perché l’altra ipotesi è che nell’estrema destra molto geolocalizzata (si va da Roma non centro fino al Viterbese e al Reatino) che costituisce il nocciolo duro del melonismo, a partire dal cognato Lollobrigida, ci siano persone che per davvero credono che la vittoria elettorale li autorizzi a recarsi a Palazzo con il fez e la camicia nera, come se non avessero giurato su una …

La vicenda del manager di Stato Anastasio, costretto a dimettersi per avere replicato, a favore dei membri del suo Cda, il discorso in cui Mussolini rivendicava l’assassinio di Matteotti, è talmente incredibile da sembrare una caricatura malevola, e forzatissima, della nuova classe dirigente meloniana. Davvero: non ci si crede.


Però è successo. E la vicenda ci costringe a sperare che il suo protagonista sia fuori di testa, cosa che declasserebbe il caso da politico a clinico. Oppure sia uno sciocco che non sa quello che dice (capita anche a chi fa carriera). Perché l’altra ipotesi è che nell’estrema destra molto geolocalizzata (si va da Roma non centro fino al Viterbese e al Reatino) che costituisce il nocciolo duro del melonismo, a partire dal cognato Lollobrigida, ci siano persone che per davvero credono che la vittoria elettorale li autorizzi a recarsi a Palazzo con il fez e la camicia nera, come se non avessero giurato su una Costituzione che del fascismo pensa e dice: fuorilegge.


A quelli come Anastasio, con la necessaria pazienza, perfino con amichevole comprensione, bisognerebbe dire: guarda, c’è un problema. O rimarci su Roma, deponi Mattarella, abolisci la Costituzione, ti riaffacci a Piazza Venezia e ridici, in punta di fucile, le stesse belinate che disse il Mascellone, oppure, se le regole sono quelle di adesso, ti adegui. Taci. Fai finta. Simuli. Stai schiscio, come si dice a Milano. Se è questo Stato che ti assume e ti paga, fai il favore di rispettarlo. Perché questo Stato, che è il tuo datore di lavoro, se non lo sai te lo ripeto, ripudia il fascismo.