Ignoranza batte scienza
di Michele SerraÈ sicuramente rilevante, per la scienza e per le autorità sanitarie, sapere se fu il pipistrello, il cane procione, lo zibetto o altro animale a scatenare la zoonosi che l’uomo ha chiamato Covid-19. Ma la vera differenza – quella che cambia davvero la cognizione di quanto è accaduto – è tra l’ipotesi “azzardo scientifico” (virus sfuggito da un laboratorio cinese) e l’ipotesi “banale catastrofe” (virus sortito da qualche foresta e attecchito tra gli uomini a causa della incauta esposizione in un mercato alimentare di animali selvatici vivi, e infetti).
La differenza è enorme. Il primo caso, virus evaso da un laboratorio, è perfetto per ogni sorta di speculazione politica nonché di complottismo. Rimanda a Frankenstein, all’apprendista stregone, all’uomo che si crede Dio e per questo si danna, perché la situazione gli sfugge di mano. Il secondo caso, infezione tra i banchi di un mercato, mette sotto accusa non l’impenetrabilità e l’arroganza dei santuari della scienza, ma la schietta ignoranza popolare, che nel nome delle tradizioni (sempre giuste, sempre sane) trascura il rischio, l’igiene, la prudenza.
Non ho alcun titolo per dirlo, ma l’ipotesi largamente più probabile mi sembra la seconda. Non è la scienza – per quanto asservita al potere o economicamente corrotta – l’agente patogeno da isolare e combattere, è l’ignoranza. Non saprei far di conto per dire quante siano le vittime della scienza, quante dell’ignoranza. Ma scommetterei che sono molte di più quelle dell’ignoranza, in tutti i Paesi del mondo, in tutte le epoche.