La gente mormora
di Michele SerraMatteo Berrettini e Melissa Satta (gran bella coppia) sono al centro di un tipico, tipicissimo caso di maldicenza tifosa. Qualche fan del campione di tennis, deluso dal rendimento opaco degli ultimi mesi, scrive sui social cosacce su di lei, accusandola di distrarlo. Mai che accada il contrario, e un maschio di bell'aspetto sia accusato di sottrarre tempo ed energie a una femmina in carriera.
La storia è vecchia come il cucco, Gigi Meroni, fuoriclasse del Torino e molto bohémien, se non faceva gol per due partite consecutive, riceveva per lettera banconote da 500 lire con la scritta "tagliati i capelli e vai a letto presto". Vent'anni prima il bomber dell'Inter Angelillo venne accusato di "rovinarsi per una ballerina", e non dissimili furono, ai tempi nostri, le dicerie ostili dei tifosi su Icardi e la vivace consorte Wanda Nara.
Come disse Tina Pica a Vittorio De Sica in Pane amore e fantasia (si citano i classici), "la gente mormora". Da sempre. Con i social però è cambiata, radicalmente, la forma del mormorio. È un mormorio organizzato, stabile e pervasivo, lascia traccia e raccoglie consenso, ha come bersaglio diretto il mormorato, gli arriva addosso, gli entra nel computer, gli sibila nelle orecchie. Quella che una volta era solo la malevolenza mediocre della "piccola gente" assume le forme, immeritate, del movimento di opinione.
È decisamente più difficile, rispetto ai tempi di Tina Pica e De Sica, fare finta di niente, eppure rimane quello, a mio avviso, il solo atteggiamento utile. Fa bene al proprio spirito ("non ti curar di loro") e, in tempi brevi, disinnesca il mormorio. Appena si accorgono che non li consideri, i mormoranti cercano un'altra preda sulla quale accanirsi.