L'amaca

di Michele Serra

L’autore dà voce alla sua ormai storica rubrica quotidiana. Nemmeno lui ha ancora capito se si tratti di una forma di schiavitù o di vanità... Dal martedì alla domenica, il podcast di Michele Serra su Repubblica.

La versione del larice

Sarà che il larice è il mio albero del cuore, ma l’idea che per fare la nuova pista olimpica di bob a Cortina (ce n’è già una vecchia, abbandonata da anni) si debbano abbattere 450 larici centenari - una foresta – mi sembra in totale contrasto con lo spirito dei tempi. Che chiede all’uomo di recedere da almeno qualcuno dei suoi progetti di sbancamento e assoggettamento delle montagne.
Ci saranno, ovviamente, le dovute pezze d’appoggio, l’indotto turistico (per il bob?), piani di riforestazione e studi sull’impatto ambientale e sui consumi energetici. Ma rimane irrisolto l’impatto più devastante, che è quello culturale. Non siamo più alle prese, sulle Alpi, con popolazioni povere che devono sortire dalla miseria e dall’isolamento. Lo sviluppo c’è stato – anche troppo. Le popolazioni residenti, per prime, stanno cambiando lo sguardo sui loro monti, e a ogni nuovo metro quadrato di cementificazione si domandano se il gioco vale la candela. Non solo non c’è niente di passatista, in questo nuovo sguardo ambientalista. C’è un futuro da immaginare, e la voglia di non rimanere prigionieri di un presente immutabile.
Niente di retorico, molto di concreto: risanare e riutilizzare quello che già esiste (c’è una pista di bob funzionante a Innsbruck, se il relitto di quella vecchia a Cortina non è riesumabile), limitare allo stretto necessario l’utilizzo di suolo. Il Veneto ha il record mondiale di capannoni dismessi. Non è bastato a imparare qualcosa?

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  • Copiato negli appunti https://puntoitalia.online/rubriche/l-amaca/2023/09/15/audio/la_versione_del_larice-423003334/

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