Che una donna americana di 52 anni, persona pubblica e con cariche politiche rilevanti, abbia potuto scrivere “finiteli!” su un missile israeliano, così come si firmano i palloni da calcio o le magliette, è così triste, così desolante, che si fatica a trovare le parole per dirlo. Non perché il missile sia israeliano, ma perché è un missile. Non perché Nikki Haley sia un esponente di punta della d…