Il capitale si giudica da solo
Michele SerraQuando parlo di economia non prendetemi troppo sul serio, fate conto che io sia al bar con un bianco (rigorosamente fermo) in mano. Questo è il mio livello di competenza. Però, sui vociferati (e smentiti dall’azienda) cento milioni di buona uscita per il fu ceo di Stellantis, Tavares, un’opinione ce l’ho, e ve la dico.
La misura del successo o dell’insuccesso di un manager industriale, da tempo, dipende dalla soddisfazione degli azionisti. Dai dividendi che l’azienda riesce a distribuire. L’ andamento della produzione è (ancora) rilevante: ma non altrettanto rilevante. Il lavoro del manager, perfino di un manager nato nel mondo dell’auto, come Tavares, è minimizzare i costi, in primis il costo del lavoro, e tutelare gli interessi degli azionisti. Tavares, negli anni, ha distribuito parecchi miliardi agli azionisti: dunque deve sembrargli perfettamente lecito partecipare al surplus.
Stellantis, Conte: "Elkann …
Quando parlo di economia non prendetemi troppo sul serio, fate conto che io sia al bar con un bianco (rigorosamente fermo) in mano. Questo è il mio livello di competenza. Però, sui vociferati (e smentiti dall’azienda) cento milioni di buona uscita per il fu ceo di Stellantis, Tavares, un’opinione ce l’ho, e ve la dico.
La misura del successo o dell’insuccesso di un manager industriale, da tempo, dipende dalla soddisfazione degli azionisti. Dai dividendi che l’azienda riesce a distribuire. L’ andamento della produzione è (ancora) rilevante: ma non altrettanto rilevante. Il lavoro del manager, perfino di un manager nato nel mondo dell’auto, come Tavares, è minimizzare i costi, in primis il costo del lavoro, e tutelare gli interessi degli azionisti. Tavares, negli anni, ha distribuito parecchi miliardi agli azionisti: dunque deve sembrargli perfettamente lecito partecipare al surplus.
Stellantis, Conte: "Elkann si confronti con governo e politica"
Fortunatamente, il nesso tra capitale e produzione industriale non è ancora totalmente reciso. Se il prodotto perde quote di mercato oltre il fisiologico saliscendi, suona l’allarme, e questa è una buona notizia: vuol dire che il capitale non è riuscito a liberarsi del tutto del mondo materiale. La cattiva notizia è che il mondo materiale - la fabbrica, le merci, il lavoro, il mercato - non è più il solo giudice del capitale. Il capitale giudica se stesso in splendida autonomia, e lo fa anche, se non soprattutto, fuori dalle fabbriche, e indipendentemente da quello che produce, o smette di produrre. Riuscire a riportare il capitale dentro la produzione materiale, legando i suoi destini al destino di tutti, sarebbe una rivoluzione. Ma non sembra alle porte, no davvero.