“Alligator Alcatraz” è il titolo perfetto per un cartoon o per lo spettacolo di un comico. Suona ferocemente allegro. Che Trump, o chi per lui, l’abbia scelto per nominare il nuovo luogo di reclusione per stranieri irregolari, circondato da paludi e alligatori (ci saranno anche le sabbie mobili, come nei filmetti di avventura della nostra infanzia?) è il classico segno dei tempi: ovvero di un tem…