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L’uomo che danza con i robot

L’amaca dell’8 novembre 2025
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Verrà un tempo (non può non venire) in cui l’osceno giubilo di Elon Musk per i suoi miliardi, ormai incalcolabile somma dentro la quale nessuno sa più leggere, saranno visti non come il trionfo dell’innovazione, ma come il culmine della decadenza.

Tesla, Musk festeggia lo stipendio da 1000 miliardi ballando con i robot

L’uomo che balla con i robot, quasi sempre solo sul palco mentre una piccola folla di clientes lo applaude sperando nelle briciole, mette malessere solo a guardarlo. Raffigura un capitalismo da ansiolitici, squilibrato e finale, coinvolgente solo per i pochi disposti a quella lugubre estasi, indifferente alla normalità, alla vita quotidiana degli umani, alla semplicità delle cose che rendono sicuri e felici. C’è un patologico surplus di vanità e di ambizione, in quelli come Musk, che surclassa la normale vitalità del capitalismo “classico”, disperde per s…

Verrà un tempo (non può non venire) in cui l’osceno giubilo di Elon Musk per i suoi miliardi, ormai incalcolabile somma dentro la quale nessuno sa più leggere, saranno visti non come il trionfo dell’innovazione, ma come il culmine della decadenza.

Tesla, Musk festeggia lo stipendio da 1000 miliardi ballando con i robot

L’uomo che balla con i robot, quasi sempre solo sul palco mentre una piccola folla di clientes lo applaude sperando nelle briciole, mette malessere solo a guardarlo. Raffigura un capitalismo da ansiolitici, squilibrato e finale, coinvolgente solo per i pochi disposti a quella lugubre estasi, indifferente alla normalità, alla vita quotidiana degli umani, alla semplicità delle cose che rendono sicuri e felici. C’è un patologico surplus di vanità e di ambizione, in quelli come Musk, che surclassa la normale vitalità del capitalismo “classico”, disperde per sempre la dimensione paternalistica eppure sociale del vecchio padronato industriale. Lo dicono prima di tutto i numeri: per ogni miliardo contemporaneo, meno di un decimo dei posti di lavoro rispetto al miliardo novecentesco.

È un capitalismo che genera poche star e una platea smisurata di applauditori invidiosi e frustrati. Di esclusi travestiti da followers, digitatori febbrili alla ricerca di un varco nel jackpot finanziario, che niente ha più a che fare con il lavoro e con il merito. Il contagio economico del boom della seconda metà del Novecento, i padroni che generavano padroncini (fu il modello del boom italiano), il potere d’acquisto che lievitava, i diritti che si rafforzavano, non ha più niente a che fare con la danza impazzita di un’oligarchia che vede e sente solo se stessa. Musk, almeno, è fascista: non simula empatia con alcuno. È il suo solo elemento di lucidità.

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