Che l’ambasciata russa si pronunci, non importa come, sulla compravendita di un giornale italiano, prima di essere inopportuno è assurdo. E anche molto ridicolo. È come se il Milan emettesse una nota sulla guerra in Ucraina; il Cern commentasse le qualificazioni agli europei di calcio; o Bankitalia dicesse la sua sul cast del Festival di Sanremo. La sola reazione sensata, e meritata, è dire: ma…