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Canada on my mind

L’amaca del 5 maggio 2026
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L’idea che il Canada possa entrare nell’Unione Europea poteva essere definita, fino a poco tempo fa, molto stravagante. Oggi, dopo avere letto l’articolo di Daniele Castellani Perelli su questo giornale, capisco che può essere entusiasmante. Per una ragione, lo ammetto, puerile: se Trump vuole prendersi la Groenlandia, noi ci prendiamo il Canada (vuoi mettere?).

Ma anche per una ragione molto più seria. L’alleanza tra paesi democratici minacciati dal dispotismo e dal militarismo di Russia e Stati Uniti, o semplicemente contrari — anche quando non direttamente minacciati — alla prepotenza dei più forti, al disprezzo per la democrazia, i diritti umani e l’integrità territoriale che Putin e Trump hanno messo in campo, potrebbe essere già adesso un’esigenza concreta e una carta da giocare.

Molti di noi hanno accolto con sollievo e ammirazione più di un discorso del premier canadese Carney (ieri in Armenia ospite di un vertice della Comunità europea). Se possiamo permetterci di definirli…

L’idea che il Canada possa entrare nell’Unione Europea poteva essere definita, fino a poco tempo fa, molto stravagante. Oggi, dopo avere letto l’articolo di Daniele Castellani Perelli su questo giornale, capisco che può essere entusiasmante. Per una ragione, lo ammetto, puerile: se Trump vuole prendersi la Groenlandia, noi ci prendiamo il Canada (vuoi mettere?).

Ma anche per una ragione molto più seria. L’alleanza tra paesi democratici minacciati dal dispotismo e dal militarismo di Russia e Stati Uniti, o semplicemente contrari — anche quando non direttamente minacciati — alla prepotenza dei più forti, al disprezzo per la democrazia, i diritti umani e l’integrità territoriale che Putin e Trump hanno messo in campo, potrebbe essere già adesso un’esigenza concreta e una carta da giocare.

Molti di noi hanno accolto con sollievo e ammirazione più di un discorso del premier canadese Carney (ieri in Armenia ospite di un vertice della Comunità europea). Se possiamo permetterci di definirli discorsi “europei” come scala di valori, è anche per demerito di Trump, che ha trascinato gli Stati Uniti in territori ideologici e culturali infradiciati dal suprematismo bianco, dal fanatismo religioso, dall’idolatria del denaro. Se in questo momento qualche canadese sta pensando (e i sondaggi lo confermano) “L’Europa, perché no?”, è per le stesse ragioni per le quali un europeo sta pensando “il Canada, perché no?”. Il defunto Occidente potrebbe riorganizzarsi su basi nuove. Meno geografiche e belliche, più ideali ed etiche. E soprattutto, nel momento in cui Dio viene usato, a Mosca e Washington, come una clava: più laiche.

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