Come inquadrare il discobolo
di Michele SerraLe principali reti televisive europee, in collaborazione con la Federazione europea di Atletica, hanno messo a punto una specie di codice per evitare la diffusione di immagini “sessualizzanti” del corpo delle atlete. Si capiscono e si condividono le intenzioni: telecamere e regia non devono avere uno spirito “guardone”; devono documentare il gesto sportivo.
Detto questo, ci si domanda come sia possibile, nella prassi di una ripresa televisiva, non sessualizzare ciò che è sessualizzato per definizione: il corpo umano, specie se giovane e fisicamente prestante. Incluso, ovviamente, quello maschile. Lo sport è una manifestazione del corpo in purezza. Epica del corpo in movimento. Riuscire a mettere tra parentesi la bellezza e l’eros è una missione proibitiva — ammesso che sia desiderabile — a meno che si pretenda di individuare un limite “oggettivo” tra fascinazione del gesto sportivo e fascinazione del corpo che lo esprime. Davvero questo limite esiste?
Il discobolo (rifarsi ai padri c…
Le principali reti televisive europee, in collaborazione con la Federazione europea di Atletica, hanno messo a punto una specie di codice per evitare la diffusione di immagini “sessualizzanti” del corpo delle atlete. Si capiscono e si condividono le intenzioni: telecamere e regia non devono avere uno spirito “guardone”; devono documentare il gesto sportivo.
Detto questo, ci si domanda come sia possibile, nella prassi di una ripresa televisiva, non sessualizzare ciò che è sessualizzato per definizione: il corpo umano, specie se giovane e fisicamente prestante. Incluso, ovviamente, quello maschile. Lo sport è una manifestazione del corpo in purezza. Epica del corpo in movimento. Riuscire a mettere tra parentesi la bellezza e l’eros è una missione proibitiva — ammesso che sia desiderabile — a meno che si pretenda di individuare un limite “oggettivo” tra fascinazione del gesto sportivo e fascinazione del corpo che lo esprime. Davvero questo limite esiste?
Il discobolo (rifarsi ai padri classici è sempre d’aiuto) fu intenzionalmente “sessualizzato” dal suo autore Mirone, oppure è il corpo nudo in sé, raccolto e controllato nel momento che precede lo slancio, a essere erotico? Mirone era uno sporcaccione o un servitore della bellezza? E venendo all’oggi, come evitare (e anche: come biasimare) che il pubblico smisurato che assiste alle gare sportive lo faccia, oltre che per partecipazione agonistica, anche per partecipazione estetica?
È il solito vecchio problema del politicamente corretto: voler mettere sotto controllo vecchie pratiche di sopraffazione, di abuso, di mercificazione del corpo femminile: principio virtuoso. Ma rischiare, nel farlo, di censurare o di sterilizzare le complicate relazioni tra gli umani: effetto vizioso. L’eros esiste anche nello sport, e non c’è inquadratura che possa sfuggire al sospetto di illustrarlo.