Pur non disponendo di un fonometro ho avuto l’impressione che in questa ultima settimana, con l’eccezione della cena di gala milanese, il volume di voce della premier si sia impennato come nei primi mesi della legislatura, quando pareva che strillare fosse una forma di autorevolezza: strillo perché comando, comando perché strillo. Non sono assiduo dei suoi discorsi e comizi, ma mi era sembrato, …