C’è qualcosa di invincibilmente italiano nella premiazione in Campidoglio di Vanna Marchi e della figlia Stefania Nobile. Cerimonia sfuggita ad ogni prudenza protocollare perché — diciamola come va detta — nemmeno la più alta delle dighe è in grado di arginare la gioiosa immoralità di una parte consistente del nostro popolo. Si deve a un editore non famosissimo, ma certamente operoso, il merito d…