Ci mancava solo la peste
di Michele SerraEcco. Ci mancava la peste, che nei secoli passati fu il più efficace testimonial della morte. Oggi così sconfitta, e così dimenticata, che a Milano ben pochi degli attuali abitanti del popoloso quartiere attorno a via Lazzaretto, teatro di movide diurne e notturne, sanno che quella era la zona degli appestati (dove Renzo ritrovò don Rodrigo morente).
Ci mancava la peste per completare l’impressionante ritorno al passato di questi nostri anni, le guerre come prassi normale, il nazionalismo e la religione come vessilli tribali, la calura come una piaga biblica, le migrazioni per fame e sete, la pandemia sortita da una giungla o da una provetta cinese rotta (ancora non è chiaro) e la relativa quarantena, come se ogni vita fosse una nave dalla quale era vietato scendere.
Voci di nuova peste arrivano, adesso, dal Paese più attivamente arcaico (almeno i suoi capi) al mondo, la Russia neomedievale che maledice l’Europa per via della scostumatezza e della libertà, usa il veleno come i Borgia …
Ecco. Ci mancava la peste, che nei secoli passati fu il più efficace testimonial della morte. Oggi così sconfitta, e così dimenticata, che a Milano ben pochi degli attuali abitanti del popoloso quartiere attorno a via Lazzaretto, teatro di movide diurne e notturne, sanno che quella era la zona degli appestati (dove Renzo ritrovò don Rodrigo morente).
Ci mancava la peste per completare l’impressionante ritorno al passato di questi nostri anni, le guerre come prassi normale, il nazionalismo e la religione come vessilli tribali, la calura come una piaga biblica, le migrazioni per fame e sete, la pandemia sortita da una giungla o da una provetta cinese rotta (ancora non è chiaro) e la relativa quarantena, come se ogni vita fosse una nave dalla quale era vietato scendere.
Voci di nuova peste arrivano, adesso, dal Paese più attivamente arcaico (almeno i suoi capi) al mondo, la Russia neomedievale che maledice l’Europa per via della scostumatezza e della libertà, usa il veleno come i Borgia per far sparire gli oppositori, adopera le nuove diavolerie digitali come frecce avvelenate.
Chiedere trasparenza (la glasnost pretesa dal povero Gorbaciov, dimenticato come capita ai giusti) a quelle buie autorità non ha senso. Sapremo se è vera peste, o una neo-peste da laboratorio bellico, solo a cose fatte, certo non per volontà di un potere che nel buio prospera, e nella luce languirebbe.
Sarà la cara vecchia peste bubbonica, diva incontrastata dei secoli prescientifici, che oggi basta un buon antibiotico a rimetterci in piedi; o una nuova pestilenza allevata con cura per lo sterminio di moltitudini? Facciamo il tifo (altra malattia…) per la prima ipotesi. La seconda lascia intendere, invece, che tutte le paure sull’intelligenza artificiale sono sovradimensionate. È molto ma molto più pericoloso l’uomo.