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Suprematisti umani

L’amaca del 10 ottobre 2026
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Mentre il capo del Pentagono Pete Hegseth (miles ingloriosus) introduce la fucilazione in pubblico - il pubblico immenso della rete - per maggior gloria degli Stati Uniti d’America, i radical chic scandinavi infliggono a Trump il peggiore degli oltraggi, dando il Nobel per la Pace non a lui, che lo pretendeva per misteriose falle della sua psiche, ma a una giudice internazionale, Navi Pillay, che dirige la Commissione di inchiesta dell’Onu su Gaza, e ha imputato Israele di genocidio.

Donald già progetta ritorsioni economiche (pensa solo ai soldi) contro la Corte Penale Internazionale, luogo di formazione di Pillay: odia tutto ciò che è sovranazionale – a cominciare dall’Onu – odia chiunque, persona o istituzione, valuti i diritti umani uguali ovunque. Navi Pillay si occupò dell’apartheid in Sudafrica (il suo paese), poi delle stragi in Ruanda. Da giurista, lo stesso criterio ha applicato a Gaza. Per questo la giuria del Nobel loda la sua “bussola morale”, per questo i governi supremat…

Mentre il capo del Pentagono Pete Hegseth (miles ingloriosus) introduce la fucilazione in pubblico - il pubblico immenso della rete - per maggior gloria degli Stati Uniti d’America, i radical chic scandinavi infliggono a Trump il peggiore degli oltraggi, dando il Nobel per la Pace non a lui, che lo pretendeva per misteriose falle della sua psiche, ma a una giudice internazionale, Navi Pillay, che dirige la Commissione di inchiesta dell’Onu su Gaza, e ha imputato Israele di genocidio.

Donald già progetta ritorsioni economiche (pensa solo ai soldi) contro la Corte Penale Internazionale, luogo di formazione di Pillay: odia tutto ciò che è sovranazionale – a cominciare dall’Onu – odia chiunque, persona o istituzione, valuti i diritti umani uguali ovunque. Navi Pillay si occupò dell’apartheid in Sudafrica (il suo paese), poi delle stragi in Ruanda. Da giurista, lo stesso criterio ha applicato a Gaza. Per questo la giuria del Nobel loda la sua “bussola morale”, per questo i governi suprematisti di Usa e Israele, che non hanno vaga idea dell’uguaglianza tra gli esseri umani, sono furibondi.

Vietato fare finta che non sia indispensabile prendere parte a questa disputa, che in questo momento divide il mondo in due. O si sta con chi crede nel superiore interesse della Nazione (la sua), o si sta con chi crede che esista, eccome, una inviolabile supremazia della persona umana. I suprematisti umani, pochi o tanti che siano, sono l’opposizione attiva ai suprematisti di razza, di Nazione, di religione. Bisogna darsi da fare, non tutto è perduto.

PS – È probabile che la giuria del Nobel non voglia premiare Trump soprattutto perché è terrorizzata dal discorso che costui pronuncerebbe nella cerimonia di consegna.

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