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Chi ha paura dell’Europa

L’amaca del 13 ottobre 2026
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L’ambasciatore russo in Italia, Paramonov, dice che nessuno dei suoi interlocutori italiani “mette in discussione il ruolo della Russia come partner naturale dei Paesi dell’Europa occidentale”.

Il problema, sul quale Paramonov sorvola con la disinvoltura del propagandista, è che a mettere in discussione quel ruolo è Putin, che ha sempre parlato della democrazia come di una infezione da debellare, e dell’Unione Europea come di un nemico ideologico. Non geografico: ideologico. Il putinismo si è molto speso a proposito della missione spirituale della Grande Russia minacciata dalla corruttela occidentale.

Indipendentemente da chi siano gli “interlocutori italiani” di Paramonov, farebbero bene a ricordargli, ricordandolo a se stessi, che al netto della stupidità della Nato negli anni successivi alla caduta del Muro (anni perduti, come in un Risiko nel quale contava solo piazzare le proprie basi un poco più in là), il problema è che sono i popoli ex russificati, dal Baltico giù fino al Mar …

L’ambasciatore russo in Italia, Paramonov, dice che nessuno dei suoi interlocutori italiani “mette in discussione il ruolo della Russia come partner naturale dei Paesi dell’Europa occidentale”.

Il problema, sul quale Paramonov sorvola con la disinvoltura del propagandista, è che a mettere in discussione quel ruolo è Putin, che ha sempre parlato della democrazia come di una infezione da debellare, e dell’Unione Europea come di un nemico ideologico. Non geografico: ideologico. Il putinismo si è molto speso a proposito della missione spirituale della Grande Russia minacciata dalla corruttela occidentale.

Indipendentemente da chi siano gli “interlocutori italiani” di Paramonov, farebbero bene a ricordargli, ricordandolo a se stessi, che al netto della stupidità della Nato negli anni successivi alla caduta del Muro (anni perduti, come in un Risiko nel quale contava solo piazzare le proprie basi un poco più in là), il problema è che sono i popoli ex russificati, dal Baltico giù fino al Mar Nero, a considerare la Russia con malanimo e paura. E a puntare all’Europa come luogo delle garanzie. L’invasione dell’Ucraina ne è stata la conseguenza più drammatica.

Pur essendo la geopolitica materia complicata, questo conflitto è così basilare, così evidente, che non si può fare finta di non vederlo. La Russia, in questo momento, è un’autocrazia che considera la democrazia un nemico mortale. Un’Ucraina autonoma ed europea vale, per Putin, quanto il tradimento di una figlia degenere: meglio ucciderla che lasciarla andare. Spiccano analogie con la psicologia e i modi di Trump. Con la differenza, sostanziale, che tra poche settimane in America si vota sul serio. In Russia l’opposizione è in esilio, in galera o al cimitero.

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