Una cosa è giusta solo se la dico io?
di Michele SerraPerché mai deve essere considerato addirittura un caso politico l’applauso di una manciata di deputati dell’opposizione dopo le frasi pro Ucraina della presidente Meloni? Delle cento cose che dice, non ce n’è neppure una che possa essere condivisa anche da chi non appoggia il suo governo? Meloni è cento per cento rappresentante del torto, l’opposizione cento per cento rappresentante della ragione? E viceversa, vista a parti rovesciate?
Cosa è il Parlamento, uno schieramento di soldatini distinguibili solo dall’uniforme? E che cosa è la politica, una pantomima tra due opposte fazioni, nella quale ogni opinione è prevedibile, già risaputa, e se la dici tu è sbagliata, se la dico io è giusta, come nelle patetiche sfilze di dichiarazioni nei telegiornali Rai, a ognuna delle quali corrisponde, ogni sera, qualche migliaio di persone in più che dice: ma se la politica è questa cosetta insulsa e irritante, perché devo andare a votare?
A pensarci bene l’aspetto più respingente della politica i…
Perché mai deve essere considerato addirittura un caso politico l’applauso di una manciata di deputati dell’opposizione dopo le frasi pro Ucraina della presidente Meloni? Delle cento cose che dice, non ce n’è neppure una che possa essere condivisa anche da chi non appoggia il suo governo? Meloni è cento per cento rappresentante del torto, l’opposizione cento per cento rappresentante della ragione? E viceversa, vista a parti rovesciate?
Cosa è il Parlamento, uno schieramento di soldatini distinguibili solo dall’uniforme? E che cosa è la politica, una pantomima tra due opposte fazioni, nella quale ogni opinione è prevedibile, già risaputa, e se la dici tu è sbagliata, se la dico io è giusta, come nelle patetiche sfilze di dichiarazioni nei telegiornali Rai, a ognuna delle quali corrisponde, ogni sera, qualche migliaio di persone in più che dice: ma se la politica è questa cosetta insulsa e irritante, perché devo andare a votare?
A pensarci bene l’aspetto più respingente della politica italiana non è la faziosità belluina. È la sua prevedibilità (che della faziosità belluina è poi il vero motore). Ognuno crede di sapere già tutto — non per caso una delle frasi ricorrenti è «non accetto lezioni» — e dunque nessuno è disposto a imparare mai niente.
Meloni sbaglia tutto su Gaza? Su Trump? Sull’Europa? Sì, sbaglia tutto. Ma se sull’Ucraina dice una cosa giusta, è vietato sentirsene sollevati? E anche ammesso che l’abbia detta per mettere in difficoltà l’opposizione, come dicono i bene informati, quella cosa è forse meno giusta? O siamo diventati tutti così scafati, così machiavellici che perfino la differenza tra giusto e sbagliato ci sfugge?