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Un gruzzolo da capitalizzare

L’amaca di domenica 18 ottobre 2026
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Non saprei cosa dire di Cateno De Luca, leader politico siciliano di indefinibile collocazione. Praticamente non so chi sia: ma questa è una mia grave mancanza. Perché leggo che il suo posizionamento, orribile termine che si usa per orientarsi nel pastrocchio delle alleanze e dei patti di potere, potrebbe anche essere decisivo per arrivare al mitico 42 per cento che con la nuova legge elettorale schiude le porte di un potere quasi assoluto.

Come si può capire i Cateno di tutta Italia, che sono tanti, avvicinandosi le elezioni valutano se sia più vantaggioso aggiungere il loro gruzzoletto a questo o quello dei piatti della bilancia. Non solo gli ideali, anche le idee non hanno alcuna utilità in questa oggettiva compravendita (che mi dai in cambio, se mi schiero con te?). E anzi sono d’impiccio, perché le idee legano le mani.

Le idee suggeriscono - e a volte obbligano - di accompagnarsi a qualcuno non troppo dissimile. Meglio essere contemporaneamente di destra, di centro e di sinistr…

Non saprei cosa dire di Cateno De Luca, leader politico siciliano di indefinibile collocazione. Praticamente non so chi sia: ma questa è una mia grave mancanza. Perché leggo che il suo posizionamento, orribile termine che si usa per orientarsi nel pastrocchio delle alleanze e dei patti di potere, potrebbe anche essere decisivo per arrivare al mitico 42 per cento che con la nuova legge elettorale schiude le porte di un potere quasi assoluto.

Come si può capire i Cateno di tutta Italia, che sono tanti, avvicinandosi le elezioni valutano se sia più vantaggioso aggiungere il loro gruzzoletto a questo o quello dei piatti della bilancia. Non solo gli ideali, anche le idee non hanno alcuna utilità in questa oggettiva compravendita (che mi dai in cambio, se mi schiero con te?). E anzi sono d’impiccio, perché le idee legano le mani.

Le idee suggeriscono - e a volte obbligano - di accompagnarsi a qualcuno non troppo dissimile. Meglio essere contemporaneamente di destra, di centro e di sinistra se si vuole andare alle trattative più leggeri, e con più carte in mano.

Per anni, come tanti, ho pensato che il maggioritario fosse la via diretta per costringere partiti e partitelli a mettersi d’accordo. La famosa governabilità. Oggi credo sia meglio il proporzionale, intanto perché mette a fuoco più onestamente quel popolo di rissosi casinisti che siamo; e poi perché almeno limita il mercato dei Cateno solo alle poche settimane del dopo voto, quando si deve formare il governo.

Così invece le trattative di governo sono un calcolo permanente, il mercato è aperto tutto l’anno e le urla degli ambulanti, per quanto pittoresche, rendono la politica chiassosa e invadente come la peggiore delle movide.


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