✕

La fatica dei genitori

L’amaca di martedì 20 ottobre 2026
1 minuti di lettura

«Non sapevamo nulla», dicono i genitori dei ragazzini fermati a Milano e portati in Questura. Non sapevamo dov’erano, cosa facevano, cosa pensavano — dicono. Non sapevamo nulla. Solidarietà totale — per quanto mi riguarda — con questi adulti soli di fronte all’ignoto dell’adolescenza.

Sì, certo, si dovrebbe fare più attenzione. Sì, certo, si dovrebbe essere più presenti. Sì, certo, bisognerebbe essere genitori migliori. Dopodiché, è onesto ricordarsi che è un terno al lotto. Un’incognita. Che si fa quel che si può. L’adolescenza è un tuffo nel mistero più fitto, quello di un bambino, una bambina, che improvvisamente muta corpo, muta assetto, muta pensiero, diventa uno sconosciuto.

I miei genitori (parliamo dell’epoca pre-smartphone) niente sapevano di me. Ripenso ai momenti nei quali potevo essere pericoloso, o in pericolo. È andata bene, forse l’unica divinità davvero esistente è l’angelo custode.

Ripenso al mio transito breve, squassante, dall’infanzia alla pubertà e alla giovinez…

«Non sapevamo nulla», dicono i genitori dei ragazzini fermati a Milano e portati in Questura. Non sapevamo dov’erano, cosa facevano, cosa pensavano — dicono. Non sapevamo nulla. Solidarietà totale — per quanto mi riguarda — con questi adulti soli di fronte all’ignoto dell’adolescenza.

Sì, certo, si dovrebbe fare più attenzione. Sì, certo, si dovrebbe essere più presenti. Sì, certo, bisognerebbe essere genitori migliori. Dopodiché, è onesto ricordarsi che è un terno al lotto. Un’incognita. Che si fa quel che si può. L’adolescenza è un tuffo nel mistero più fitto, quello di un bambino, una bambina, che improvvisamente muta corpo, muta assetto, muta pensiero, diventa uno sconosciuto.

I miei genitori (parliamo dell’epoca pre-smartphone) niente sapevano di me. Ripenso ai momenti nei quali potevo essere pericoloso, o in pericolo. È andata bene, forse l’unica divinità davvero esistente è l’angelo custode.

Ripenso al mio transito breve, squassante, dall’infanzia alla pubertà e alla giovinezza, un lampo. Sono stato fortunato, come figlio e come genitore, non ho mai dovuto fare tappa in una Questura. Al massimo — come figlio — in un Pronto Soccorso, e come genitore anche. Poi tutto si è risolto bene, la vita è forte.

La vita è forte, il tempo che ci attende è lungo. Se ne ricordino i giudici, i legislatori, i politici che si occupano dei ragazzini — anche di questi ragazzini sfasciatori, maleducati, insopportabili.

Avere pena e cura di loro vuol dire anche avere pena e cura dei loro genitori. La badante ucraina, l’operaio marocchino, la single italiana che dicono: non ho avuto il tempo, non ho avuto la forza di occuparmene. Chi è senza peccato scagli la prima pietra.


Leggi i commenti