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Anche i ricchi pensano

L’amaca del 22 ottobre 2026
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Per dirla come al bar: quanto costerebbe, a un ricco, una tassa patrimoniale, e quanto gli costerebbe pagarsi i vigilantes che lo proteggono? E a parte i conti in tasca (vuoi scommettere che costerebbe di meno la patrimoniale?), che futuro sognano, i ricchi? Quanto Welfare e quanto filo spinato, considerando che il primo è il contrario del secondo?

Le tasse servono per pagare più scuole, più insegnanti, più poliziotti, affidando allo Stato, alla collettività, il compito di educare, assistere, quando occorre reprimere. Si chiama stato sociale ed è una soluzione di tipo europeo — fino a che l’Europa esisterà in quanto tale, con buona pace di Putin e di Trump. L’altra soluzione è di tipo sudamericano: privatizzare la sicurezza, privatizzare tutto. Quartieri bunker e guardie armate alla porta. Il “chi va là” come condizione quotidiana, e magari qualcuno è così stupido che lo considera pure uno status symbol, vivere blindato.

Se fossi un ricco, mi porrei la domanda. Farei come quella combr…

Per dirla come al bar: quanto costerebbe, a un ricco, una tassa patrimoniale, e quanto gli costerebbe pagarsi i vigilantes che lo proteggono? E a parte i conti in tasca (vuoi scommettere che costerebbe di meno la patrimoniale?), che futuro sognano, i ricchi? Quanto Welfare e quanto filo spinato, considerando che il primo è il contrario del secondo?

Le tasse servono per pagare più scuole, più insegnanti, più poliziotti, affidando allo Stato, alla collettività, il compito di educare, assistere, quando occorre reprimere. Si chiama stato sociale ed è una soluzione di tipo europeo — fino a che l’Europa esisterà in quanto tale, con buona pace di Putin e di Trump. L’altra soluzione è di tipo sudamericano: privatizzare la sicurezza, privatizzare tutto. Quartieri bunker e guardie armate alla porta. Il “chi va là” come condizione quotidiana, e magari qualcuno è così stupido che lo considera pure uno status symbol, vivere blindato.

Se fossi un ricco, mi porrei la domanda. Farei come quella combriccola di miliardari americani che hanno fondato l’associazione “Tax the rich”. Sono arcistufi di fare beneficenza: vogliono pagare più tasse. Sono più intelligenti dei loro pari grado. Sanno che una società più equilibrata, meno difforme socialmente, è la migliore garanzia per il futuro di tutti. E anche per la sicurezza di tutti.

In mezzo a tanti appelli (giustificati) ai ragazzini delle periferie, “pensate a quello che fate”, vale la pena un appello simmetrico da rivolgere agli straricchi: pensate a quello che fate. Se il capitalismo ha ancora un cervello, lo adoperi. Se invece è solo una sequenza di algoritmi, il guaio è grosso.

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