Che tristezza questo mondo senza prove d’orchestra
Francesco Merlo"Non c'è più l'orchestra" ha detto con un'espressione scorticata Ennio Morricone. Non sono previste "fasi 2" di semilibertà e dunque non avrà ristoro la grande fame di musica del Signor Soundtrack, il signor Colonna sonora, che non sente il peso della reclusione in casa, dove sempre ha composto e dove continua a comporre, ma sente la mancanza dell'esecuzione.
Morricone sa bene che l'orchestra è la perfetta metafora dello stare insieme. Sono "orchestra": un giornale, una scuola, una squadra di calcio. "Il governo - ha detto Conte - "orchestra" le riaperture con le Regioni". E, nel mondo malato, la Grande Orchestra è l'ospedale, incastro perfetto di assolo e comunità: medici infermieri e portantini, fiati legni e percussioni. Non esiste un'altra parola che, come orchestra, rimandi all'organizzazione delle competenze disciplinate, a partire dal suonatore del triangolo che deve fare solo "tin tin", ma al momento giusto. E l'orchestra, come nel Titanic, può accompagnare il mondo alla malora, o come nei campi di concentramento può raddoppiare il supplizio.
Una delle scene più famose di Sergio Leone è la tortura di Tuco ("il brutto"), una fracassona violenza "coperta" dall'orchestra e dal coro dei prigionieri: intensa e profonda, la straziante nenia di Morricone contiene e racconta tutto il film. L'orchestra è traslato, metonimia, allegoria ma, per una volta, Morricone non è angosciato dalla metafora, ma dalla realtà della cassa integrazione per i professori d'orchestra, dalla cancellazione dei concerti, dalla musica - ha detto - che "senza il pubblico non esiste".
Il suo non è stato un intervento alla Fellini che girò Prova d'orchestra nell'estate del 1978 quando impazzirono tutte le "orchestre" dell'Italia che si sbarazzava dei suoi "direttori": 531 attentati in due anni, la morte di Moro il 9 maggio, la cacciata di Leone dal Quirinale il 15 giugno, la morte di Paolo VI il 6 agosto e l'elezione, il 26 agosto, di Luciani, il Papa del sorriso, che sarebbe morto 33 giorni dopo. Quando Fellini terminò le riprese, il Papa era Wojtyla e Pertini il presidente: "Mi affascina che dal caos, dall'indifferenza, dai conflitti tra gli orchestrali, un po' per volta e nonostante tutto, attraverso una serie di prove, un gruppo eterogeneo di elementi discordanti alla fine riesca ad esprimere armoniosamente il disegno immaginato dal compositore".
E però l'orchestra - aggiunge 42 anni dopo Morricone - "senza pubblico non esiste". Il direttore Wolfgang Sawallisch che nel 1970 diresse la Messa Solenne di Beethoven in San Pietro, e fu la prima volta di una musica non liturgica, calcolò che nella "prova d'orchestra" senza il pubblico la musica metteva 12 secondi a salire sino alla cupola di Michelangelo e a ritornare indietro: "Ma quando - scrisse su L'Osservatore romano - la Basilica si riempì di ottomila persone l'eco si ridusse da 12 a 8 secondi". È la magia di quei 4 secondi assorbiti dal pubblico che il piccolo coronavirus ha rubato al grande Morricone.