La città utopia chiamata Covid Free
di Francesco MerloTorna il tempo al futuro che fu il tempo grammaticale del Novecento, torna il sol dell'avvenire e si chiama Covid Free. La città gioiello della fantascienza e la città ideale dell'utopia, la Città del Sole di Tommaso Campanella e la Città Futura di Gramsci oggi è la città senza tamponi e autocertificazioni. L'idealismo è la vita in zona bianca: i bar pieni e le feste di notte con i cieli immensi attraversati dai piccolissimi aeroplani, i corpi che si toccano senza più la diffidenza che allontana, ma con la confidenza che avvicina, le adunate nelle piazze, la folla accaldata, funerali stretti stretti nel dolore e matrimoni stretti stretti nella gioia, l'assalto ai grandi magazzini nel primo giorno degli sconti.
Accadrà, succederà, cambierà: il covid free ha rimpiazzato l'Eden e l'Eldorado, l'Atlantide inabissata e la Camelot di re Artù, il Paese della Cuccagna e il Paradiso di Dante, tutte le vecchie ideologie del secolo breve, la comune e il socialismo, il comunismo e il festival di Woodstock. Oggi la libertà è la bocca senza mascherina, "poveri ma sani" ha sostituito il sogno italiano dei poveri ma belli. E' vero che stiamo aspettando intanto il 26 aprile, fissato dal governo come nuova data della liberazione, ma è fuori dal calendario che viaggia la Grande Speranza.
La data del 26 aprile non ci arriva con la sferzata di energia dell'ora X, ma con l'indolenza del rimando, del prendere tempo, con il torpore del peggio. Quella data obbligata, 26 aprile, è il segnale che la pena inflitta all'Italia dal virus non finirà, che siamo perciò condannati al rinvio, e che non c'è ancora, nel nostro almanacco sentimentale, la promessa di una ripresa certa, il giorno della speranza come segno forte che l'Italia tornerà viva. L'alternanza di lockdown e riaperture, le fasce che cambiano colore, il coprifuoco spostato d'orario danno il ritmo a una vita tornata all'inseguimento (ricordate?) dei "domani che cantano".
Altro che Armata Rossa e Lunga Marcia di Mao, stavolta la salvezza, o meglio "la soluzione all'enigma della storia" si chiama Covid free. Vita, salute, identità, economia, lavoro, scuola, reddito, tutto è sospeso in attesa del Covid free che forse non arriverà mai, ma come tutte le utopie fa andare avanti la storia. E pensate alla politica italiana: più del governissimo, del compromesso storico e della solidarietà nazionale, il governo Draghi può contare su una maggioranza che non si era mai vista. Destra e sinistra hanno scelto di mettersi tra parentesi e l'Italia, che è il paese più litigioso del mondo, come nell' età dell'oro dei poeti, come nella Repubblica di Platone, si è unita attorno a un tema solo, a un' idea sola, un sogno, l'ultima utopia: la guarigione. Tra vaccini e varianti, tamponi e Big Pharma, la guarigione è, direbbe Sciascia, solo un mutamento delle attitudini davanti alla morte, è "la medicalizzazione della vita".