La lunga estate delle pericolose e perfide meduse
di Francesco MerloLa medusa si è presa l'estate, beffarda e ustionante come la campagna elettorale. E qualcuno propone impacchi di aceto che, già prima di immergersi, produrrebbero "la desistenza" del celenterato. Qualcun altro si illude che spruzzare il mare di bicarbonato allontani le creature mollicce che tra loro non comunicano, ma percepiscono la corrente a bassa frequenza, lo spostamento d'acqua del nemico e, con "un'alleanza tecnica", convergono al "Centro". Solo pochi incoscienti fanno il bagno senza un amico o un parente che faccia il palo e li orienti dall'alto - "non ti spostare, perché ce ne sono due a destra e tre a sinistra" - ma il campo è largo e le meduse, senza esibire occhi di tigre, hanno messo a punto un perfetto sistema di controllo dei flussi e, ad ogni nostro allontanamento da "front runner" a zig zag, reagiscono con un avvicinamento da "front runner" a zag zig. Quelle piccole, colorate, fosforescenti e traditrici, nascondono i filamenti urticanti sotto la più generosa delle apparenze. E proprio come Marta Fascina e Licia Ronzulli, un attimo prima del contatto con le vittime Brunetta, Gelmini e Carfagna, agitano i lunghi capelli che Berlusconi come Minerva ha trasformato in serpenti. "Merduse" le chiamano in spiaggia, quasi a certificarne la natura di creature moralmente spregevoli ma declassate a "banalità del mare", piccolo male che si sparge sul mare, così ordinarie che quasi se ne ride nell'estate della quarta dose e della "terza guerra mondiale". È vero che c'è una medusa ferocissima ma simpatica, che nelle acque di Acitrezza, quelle con gli scogli più neri delle camicie di Ignazio La Russa, ha aggredito una signora mandandola in terapia intensiva. D'aspetto leggiadro, come un Salvini al femminile, è chiamata "caravella" ed è la più pericolosa anche perché non somiglia alle cattiverie che fa, proprio come Giorgia Meloni non somiglia alle cattiverie che dice: è "il male gentile" della demonologia. Al contrario, la solita pelagia noctiluca, nell'Italia malata che mai il sole aveva tanto riscaldato, provoca danni limitati che scomodano le mamme dalla sdraio e qualcuno li cura con la pipì. Insomma, un addomesticamento della medusa mitologica, pietrificante e mortale, a riprova che il Mediterraneo non è più il mare dei miti, ma un mare post-storico, come il post-fascismo dei veri mostri che stanno gettando l'Italia in uno spaesamento spazio temporale. Non provengono infatti da un altro mare, ma dal passato il mostro biassiale della fiamma tricolore, il mostro sireniforme "io sono Giorgia", il mostro teratologico con la felpa "maschio al cento per cento". Hanno siglato "il patto di Lampedusa", per affondare le barche degli immigrati, con Berlusconi e la sua banda di spettri guatemaltechi, astio accumulato e umori spappolati, un trucco del calendario, una beffa paranormale. Meglio la merdusa, allora, che non ammira la Russia di Putin, non si finge pacifista, galleggia in Occidente e vuol restare in Europa.