La carezza
Una recensione senza malizia su opere e personaggi, eventi e oggetti (anche tecnologici) della nostra cultura. Ogni lunedì il podcast di Francesco Merlo su Repubblica

Non sono mostri ma fenomeni “paranormali”

«La gente ha capito che non siamo mostri» diceva Giorgia Meloni in campagna elettorale e per mostri non intendeva Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, che invece lo sono, ma nel senso latino di monstrum, prodigio e portento, il “fuori norma” che stupisce e instupidisce. Il Senato, visto dai trespoli della tribuna stampa, pareva la riedizione del famoso film di Dino Risi, il gran ritorno della “sproporzione”, anche se Calderoli non è più quello che «sbuffa, ansa e i fiammei occhi sbarra», il mostro biassiale della legge elettorale “porcata” e delle magliette anti-islamiche. C’è Salvini in ruvida versione Hulk, ed è sempre sireniforme la senatrice Santanché. È tornato il santo zelo di Marcello Pera, ora contro la Costituzione, e fa bene Giorgia Meloni a non aver paura del disperato astio di Berlusconi e della sua banda: Micchichè e l’avvocato Sisto, la Casellati e Licia Ronzulli non sono mica spettri guatemaltechi. Né sono mostri tutti gli ex: il blocco degli ex vaffa e poi gli ex comunisti, ex democristiani, ex socialisti: chi non è “ex”? Solo gli ex fascisti, però, Gasparri e Durigon, Rauti e Rastrelli, Menia e Urso, sembrano la Spectre di 007. «Lo specchio è mostruoso – scrive Borges – perché moltiplica il numero degli umani». E genera stupore, ma non è quello spaventoso dei mostri delle favole, il tempietto fascista del presidente del Senato, con bassorilievi e medaglie, foto e statue del duce, roba innocua da goliardia nera, da feticismo in orbace. Pensate se Bärbel Bas, presidente del Bundestag, con la stessa fierezza esibisse svastiche e statue del Führer. Finirebbe in una gabbia per mostri, quelli che «mi fanno scappare, scappare terrorizzato» cantava David Bowie: «scary monsters, super creeps, mostri spaventosi, super brividi». In Italia invece «caro vecchio zio fascista» cantava Giorgio Gaber «a istinto io ti ho sempre giudicato / come uno che si accende e non ragiona / e ho fatto un po’ di facile ironia / senza capire mai la tua persona». E magari Gaber voleva dire, più o meno come la Meloni, che i mostri non sono mostruosi anche se Lombroso classificherebbe Ignazio nella fisiognomica da fascio. Ma non era presidente del Senato il caro zio di Gaber: «L’uomo è quasi sempre meglio / rispetto alla propria ideologia. / Ricordo quella volta che piangevi / e quanto stavi male per la zia». Neppure Lorenzo Fontana è un mostro con la coda, gli occhi sul petto, il corpo d’uomo e la testa di animale. È solo un ultrà della messa in latino, amico dei neonazi di Alba dorata e contro l’aborto e i diritti civili ha fatto il fanatico con i feti di plastica e “la guarigione” dei gay. E ammira Putin, tanto che Altan lo disegna con la Z sulla cravatta verde-leghista. E però ha ragione la Meloni: non sono mostri. Al massimo fenomeni paranormali. Diamo allora il benvenuto all’Italia dei tavoli che ballano, delle tombe che si scoprono, delle tende che si muovono.

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  • Copiato negli appunti https://puntoitalia.online/rubriche/la-carezza/2022/10/16/audio/non_sono_mostri_ma_fenomeni_paranormali-422987739/

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