Nelle lettere le paure italiane di Tony Blair
di Francesco MerloTony Blair aveva una gran paura che i giornali inglesi scrivessero che «si stava accucciando» (snuggling up) a Berlusconi, già prima del bunga bunga. E, tuttavia, con il conforto dell’ambasciatore a Roma Sir John Shepherd l’allora primo ministro decise di «turarsi il naso»: holding our noses and staying alert to the risks. «È stato un vantaggio per noi lavorare a stretto contatto con Aznar ed essere visti. Sarà un nostro vantaggio lavorare con Berlusconi, ma non essere visti». E invece, pur di sfruttare «l’orientamento euroscettico del governo italiano», Tony Blair si espose alle famose foto in Sardegna con Silvio in bandana, dalle quali — ma questo si vedeva e si sapeva — mal si difese usando la moglie come scudo: «Stai tu in mezzo, basta una foto accucciati e la stampa britannica ci uccide». Tra le poche ma sapide rivelazioni che ci riguardano, nelle “lettere di Tony Blair” che i giornali inglesi hanno pubblicato mercoledì, c’è dunque la conferma che Berlusconi non è mai stato così europeista come il buon Tajani ancora ci racconta. E c’è, come dettaglio d’epoca, quel «turandoci il naso, holding our noses», che consegna all’archivio nazionale britannico la pratica che politicamente meglio riassume l’Italia. Anche Blair come Montanelli, dunque. Quando l’allora sindaco di Milano Gabriele Albertini decise di dedicargli la statua, Piero Ostellino e Umberto Veronesi proposero allo scultore Vito Tongiani un Montanelli sollevato sulle punte dei piedi, leggermente curvo in avanti, con il pollice e l’indice della mano destra a stringersi il naso. È infatti difficile trovare, pur nella ricchezza del linguaggio politico italiano con le sue convergenze parallele, un’altra frasetta così piena ed evocativa come «turarsi il naso». È l’immagine che, come un lampo, meglio racconta e spiega la doppiezza, il carattere nazionale che ci unisce. Tutti gli italiani si turano il naso per realismo, per disincanto, per sopportare la puzza del meno peggio e dunque alla fine la puzza di sé stessi: «mi vengono in mente idee che non condivido» è la vignetta di Altan, «ma è sempre vero anche il contrario» è l’aforisma di Longanesi. Turarsi il naso è il nostro sdoppiamento, l’esserci senza starci dell’italiano antiitaliano. Montanelli si turò il naso nel ’48 e nel ’76 votando Dc e di nuovo, negli ultimi anni, contro Berlusconi, votando centrosinistra. Era di destra, ma stava con la sinistra, mentre Lucio Colletti era di sinistra ma, turandosi il naso, stava con la destra. Ed ecco che ora dall’archivio britannico salta fuori un premier inglese che si turava il naso per frequentare l’infrequentabile italiano con il quale «Schröder rifiutava di firmare documenti comuni e Chirac cenava con lui ma con il cucchiaio lungo». Dice il proverbio: «Se devi cenare con il diavolo assicurati di avere un cucchiaio abbastanza lungo». Perché? «Perché raccogli il cibo ma il cucchiaio più lungo del braccio ti impedisce di portarlo alla bocca».