Nel Paese infestato dalle cimici
di Francesco MerloSono le “vecchie” cimici le “nuove” bestioline d’epoca. Quelle puzzolenti hanno invaso le case italiane che si affacciano sul verde, e ronzano, irritano, “egemonizzano”, esattamente uguali per forma e dimensioni, nel Paese tornato Nazione, alla “cimice” che i fascisti esibivano all’occhiello, distintivo nazionale e sovranista, ma anche “animaletta” piccola, veloce, agitatissima e “troppo più astuta dell’uomo”, come scrivono Tolstoj e Mario Sechi. Quelle da letto, invece, vampirelle notturne, arrivarono nel maggio scorso a Parigi e ce n’est qu’un debut disse spaventata la sindaca Hidalgo mandando i doggybug a fiutarle sui treni del metro. Ma già in settembre la cimex lectularis aveva occupato Lione e soprattutto Marsiglia, la città del pastis e della menta, ma anche dei materassi infestati, che ora volano dalle finestre e rendono più pittoresche le strade strette del Panier. Il marsigliese Vélodrome è uno degli stadi dove si stanno disputando i mondiali di rugby, sei partite, ed è ovvio che anche per le cimici siano festosi banchetti, abbuffate di sangue insaporito dalla birra, che lo arricchisce senza alzarne la glicemia, nutrimento del parassita piccino che sfida la potenza di Ercole. Addirittura, durante Sudafrica-Scozia è stato fissato il nuovo record mondiale: ottantamila bicchieri venduti e bevuti. Ovviamente, in treno e in areo, le cimici sono ora arrivate a Londra, nonostante la disinfestazione dell’Eurostar, vapore e shock termico contro quelle maledette che rimangono “continental”, pronunziato con il tono dell’estraneità e della commiserazione verso la solita Francia dove la cimice alimenta il razzismo alla Salvini: «La portano gli immigrati», «simboleggiano gli immigrati». Anche Parigi ha la sua dose televisiva, sia pure più modesta, di cretini cognitivi, predicatori, parassitologi, entomologi, sanificatori: «Niente panico» ripete il ministro della Salute, Aurélien Rousseau, evocando… il panico. E il partito di Macron ha smesso di trattare le cimici come un fastidio e un’impertinenza ma, non potendole fucilare come i comunardi spalle al muro del Père-Lachaise, ha promesso entro l’anno una legge speciale, e chissà cosa vorrà dire. Ma intanto la cimice da letto, che si è globalizzata, è stata avvistata a Milano, e sui social è stata fotografata in Emila e in Toscana. In Italia le cimici si mescolano e si confondono, la puzzolente, la succhiasangue, l’asiatica, l’argentata e, come dicevamo all’inizio, la neofascista, senza dimenticare che nel Paese delle intercettazioni e del “qui lo dico e qui lo nego”, ci sono cimici poliziotte per incastrare i criminali e cimici criminali per ricattare i poliziotti, cimici per spiare gli spioni, cimici trojan, cimici droni… L’ultima speranza, per evitare l’apocalisse, è che una volta arrivate alla stazione Termini e a Fiumicino tra tante metafore le cimici reali si confondano e abbandonino Roma infilandosi tra le nuvole.