Per capire perché Vannacci ci fa ridere e perché in Vannacci non c’è niente da ridere, è utile rileggere Le rose del ventennio che Giancarlo Fusco scrisse nel 1958, e che Sellerio ha appena ripubblicato. Sono otto brevi racconti che, senza accanimento antifascista, ma semmai con la pietas della inimitabile prosa da incantatore di Fusco, che fu la grande firma del Mondo, del Giorno e dell’Europeo,…