Senza culle
Beniamino PagliaroL'Italia non cresce più. Siamo abituati a usare il verbo crescere per parlare di conti economici, del Pil, dell'andamento dell'industria. Ma oggi l'Italia non cresce più nel primo fondamentale: la sua popolazione. Il primo gennaio 2020 i residenti nel nostro Paese sono 60 milioni 317 mila. Sono 116 mila in meno rispetto a inizio 2019. Le cifre sono la conseguenza dell'aumento del divario tra nascite e decessi. Ogni 100 morti nascono solo 67 bambini. Dieci anni fa erano 96 ogni 100. Nascono 435 mila bambini all'anno, meno di 1200 al giorno.
I numeri dell'Istat fotografano una realtà che già conosciamo. Molti italiani lasciano il Paese dopo gli studi, e mettere su famiglia non è semplice. Il Capo dello Stato, Sergio Mattarella ha detto che in gioco c'è proprio l'esistenza dell'Italia. La politica, come si usa davanti alla freddezza dei numeri, annuisce e asseconda. Ma in verità le risorse dello Stato vanno più a garantire le generazioni più mature che quelle più giovani, quelle che dovrebbero fare figli.
Eppure una strada ci sarebbe. Senza attraversare un oceano o volare in Nord Europa, un Paese simile all'Italia per dimensioni, economia, e tradizioni, ha saputo rispondere a questa emergenza. "Quando si rimane incinta in Francia - scrive la nostra corrispondente da Parigi, Anais Ginori - capita di essere inseguite da solerti funzionarie che mandano lettere e chiedono appuntamenti per poter fornire alla futura mamma un panorama completo dei vari servizi pubblici di cui potrà usufruire per l'arrivo del pargolo". Prima della rivoluzione femminista, la Francia ha cercato di dare alle madri gli strumenti per conciliare lavoro e famiglia. Con un risultato evidente: la Francia non è solo una delle nazioni dove si fanno più figli, ma è anche quella con la percentuale di occupazione femminile superiore alla media europea. L'Italia può ancora cambiare, se vuole.