Si salvi chi può
Laura PerticiTu chiamali, se vuoi, responsabili. Anche se si definiscono interlocutori. Di casa nel centro-destra, giurano di non voler essere la stampella di Conte. Men che mai sostituirsi ai renziani. Eppure l’idea che da giorni frulla nella loro testa sta per diventare concreta: costituire un nuovo gruppo. Grazie all’Udc.
Non si tratta di entrare in maggioranza, no. Diciamo di essere utili al bisogno. L’Unione di centro, anno di nascita 2002, è il passepartout, perché un gruppo parlamentare può fiorire solo poggiandosi su un simbolo presentato nelle ultime elezioni. Il motore dell’operazione è Paolo Romani, ex capogruppo di Forza Italia, da tempo in rotta con Silvio Berlusconi e con il suo partito rassegnato alla Lega. Al Senato si faranno sentire, racconta Goffredo De Marchis. Il premier può contare su di loro.
Matteo Renzi però non si dà per vinto. Anzi. Continua a reclamizzare la sua partecipazione, stasera, a Porta a Porta. Sfiducia politica a Conte, appoggio esterno, sia quel che sia. Intanto a Italia Viva si contano due parlamentari in più. La ex Leu Michela Rostan e il senatore Pd Tommaso Cerno, dato in avvicinamento. In tutto fanno 30 deputati e 18 senatori, evviva. Ma, lo scrive Ezio Mauro, il Paese è in apnea.