Avere cura
Laura PerticiÈ iniziata la discesa. Lenta. Ma il numero delle persone che hanno perso la vita è il più basso da oltre due settimane. I nuovi decessi sono stati 525, sempre un’enormità, però la curva al momento si abbassa. Calano anche i ricoveri, si conferma la flessione dei posti letto occupati in terapia intensiva. Sono variazioni timide - considerando che il numero dei contagiati invece sale, 2972 nelle ultime 24 ore, quasi cento in più rispetto al dato del giorno prima - eppure queste piccole variazioni danno la forza per resistere, specialmente in corsia.
«La fase due è avviata», dice Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto superiore di sanità. Non bisogna rilassarsi, lo ripetono tutti, di continuo, ma si può guardare avanti. E allora bisogna capire quali cure cominciano a fare la differenza. Per noi se ne occupa Elena Dusi. «Siamo partiti all’arrembaggio - le spiega Massimo Andreoni, professore di malattie infettive all’università di Roma Tor Vergata - Oggi cominciamo a diversificare le terapie. Diamo alcuni farmaci nella fase iniziale, altri in quella successiva. Seguiamo protocolli uguali per tutti e mettiamo a confronto diretto i risultati. Cerchiamo di andare al di là delle nostre impressioni individuali».
Gli antivirali usati per Ebola, i medicinali anti-Aids, l’antinfluenzale giapponese Avigan, la clorochina, il plasma dei convalescenti: si sta testando il possibile, è ancora presto per dire di avere in mano una vera soluzione, comunque la medicina è in cammino. Poi c’è la politica, con le sue scelte a singhiozzo, con i contrasti tra potere locale e centrale. In Lombardia da ieri si può girare solo con la mascherina.
Troppo, governatore Fontana, considerando che nelle farmacie, nelle case, negli ospedali non sono arrivate? A Repubblica il presidente lombardo risponde così: «Ora l’Istituto superiore della Sanità ha omologato le mascherine che un’azienda di Rho ha iniziato a produrre, riconvertendosi, e potremo quindi iniziare a distribuirle. Partiremo oggi con i primi tre milioni e trecentomila pezzi. Trecentomila nelle farmacie, per il resto saranno distribuite dai nostri volontari nei supermercati, alle poste, nelle edicole e nelle tabaccherie in tutte le province lombarde». Grazie. Vedremo.