Liberazione e libertà
Andrea IannuzziNel mondo che verrà - si spera il prima possibile - dovremo abituarci a nuove dimensioni. Per prendere un autobus, per andare in vacanza, per partecipare alla Messa. Non esisterà più l'ora di punta, quella nella quale migliaia di pendolari si affollavano su bus e vagoni strapieni: sui mezzi pubblici, come raccontano Tommaso Ciriaco e Annalisa Cuzzocrea, il governo e la task force Colao hanno stabilito che si viaggerà diluiti nello spazio e nel tempo, lasciando posti vuoti e rassegnandosi ad attendere il proprio turno.
Anche le chiese torneranno a ospitare le funzioni religiose tra qualche domenica: i vescovi della Cei premono per anticipare la data, Palazzo Chigi frena ma alla fine un accordo si troverà, con le solite precauzioni, spiegate da Paolo Rodari: numeri contingentati, controlli agli ingressi, ma anche variazioni nella liturgia per ridurre al minimo i rischi da contatto.
In attesa di riconquistare la nostra libertà, anche se vigilata e distanziata, godiamoci almeno la Liberazione. Oggi la Resistenza, scrive Michele Serra, è una resistenza alla pandemia. E per questo dire "Buon 25 Aprile" assume un significato particolare: per una volta non guarda solo al passato, alla memoria, ma è un augurio per la prossima liberazione.