Alla giornata
Beniamino PagliaroOggi il problema è il passo falso del ministro della giustizia sulle scarcerazioni dei mafiosi. Domani c’è il problema della sanatoria sui migranti. Dopodomani la scuola. L’elenco potrebbe andare avanti: più la crisi sanitaria del coronavirus perde vigore, più le anime del governo Conte bis si scoprono distanti e divise. Proprio quando il Paese deve affrontare la crisi economica più devastante della sua storia contemporanea.
La giornata offre all’esecutivo ore di passione per la decisione di mettere agli arresti domiciliari 376 tra mafiosi e trafficanti di droga a causa della pandemia. Soggetti ad alta pericolosità, che potrebbero sfruttare gli arresti domiciliari per comunicare con il clan o progettare una fuga. Dopo le proteste degli ultimi giorni, il ministro Alfonso Bonafede fa sapere di voler scrivere un decreto che consentirà ai magistrati di rivalutare le scarcerazioni. Così i mafiosi dovranno tornare in cella.
Nelle ultime 48 ore, però, il caso è diventato politico. Matteo Renzi non esclude di votare la mozione di sfiducia a Bonafede presentata dal centrodestra. La giustizia non è l’unico terreno di scontro: se il governo non accoglierà la sanatoria dei migranti irregolari, il ministro di Italia Viva, Teresa Bellanova, minaccia le dimissioni. Ecco perché il premier Giuseppe Conte convoca a Palazzo Chigi la delegazione renziana.
È possibile che anche stavolta il governo trovi un compromesso. Una strada sarebbe scrivere davvero un programma per quel che rimane della legislatura, come suggerisce Stefano Folli, e dunque un vero patto politico. Ma è una strada davvero in salita, e richiede una dose di equilibrio e saggezza che la classe politica italiana ha spesso mostrato di non avere. Dunque, di nuovo, viviamo alla giornata.