La verifica
Beniamino PagliaroPer qualche ora, tra mercoledì e giovedì, Alfonso Bonafede ha sperato di poter tornare indietro, azzerare le scelte fatte e rimandare i mafiosi in carcere per decreto. Ma è proprio la giornata di giovedì a chiarire che così non andrà: non si può decidere con un decreto cosa devono fare, e con che tempi, i giudici. L’accusa al ministro della giustizia è di non aver saputo gestire l’emergenza. Non ha indicato, quando lo si poteva fare, soluzioni alternative ai domiciliari per i condannati più pericolosi.
Per capire a fondo la vicenda bisogna avvolgere indietro il nastro e ricordare gli incidenti nelle carceri all’inizio dell’emergenza coronavirus. Da lì al 21 marzo qualcosa cambia, e la scarcerazione diventa un’ipotesi per molti. La soluzione va ancora trovata, ma il provvedimento non potrà essere in contrasto con l’autonomia della magistratura. Mentre Bonafede viene impallinato dalle opposizioni in Parlamento, le critiche non mancano anche nella maggioranza. Ma l’incontro tra la delegazione di Italia Viva e il premier Giuseppe Conte a Palazzo Chigi dà il via libera a una verifica per un nuovo programma. Il messaggio è chiaro: nessuno ha davvero l’interesse di far cadere questo governo.