Cara Iva
Giuseppe Conte, Laura PerticiPensava di chiudere in bellezza gli Stati generali, ma appena girata la chiave di Villa Pamphilj nel mondo lì fuori ha iniziato a soffiare un vento tempestoso. Tagliare l’Iva? Ora che l’Europa chiede un piano organico di riforme e men che mai misure estemporanee? E i “frugali”, pensa di convincerli così? Ma non si doveva intervenire sulle imposte sui redditi, Irpef e Ires?
Sono tanti e diversi i no che a terra raccoglie il premier Conte, il giorno dopo. Parla il governatore di Bankitalia Visco e dice che sulla riforma del fisco “serve una visione complessiva”. Il commissario europeo Gentiloni, ex capo del governo, avverte che l’Unione valuterà la proposta “quando sarà presentata”. L’ex ministro dell’Economia Padoan dichiara “non mi sembra ovvio che la riduzione dell’Iva sia prioritaria rispetto al taglio del cuneo fiscale o più in generale alle tasse sul lavoro”. La leader di Fdi Meloni si dice "basita dalla superficialità e dalla confusione con le quali Conte ha lanciato la proposta di riduzione dell'Iva".
La maggioranza per lo più tace, come il ministro dell’Economia Gualtieri, ma né Pd, né parte dei gruppi M5s appoggiano l’idea del presidente del Consiglio. I costi, è costretto ad ammettere lui stesso, sarebbero altissimi. Si parla di almeno 4 miliardi per ogni punto di ribasso. “Si è valutata l'ipotesi di una riduzione per un breve periodo di tempo”, aggiunge Conte, che in tutta la giornata ha trovato un unico, imbarazzante alleato: Matteo Salvini.
E la Lega arretrata rispetto ai fasti del Papeete è costretta ad accettare anche il patto sulle Regionali. Il segretario raccoglie stizzito l’offerta di un ritorno al futuro voluto da Fdi per la Puglia, con quel Raffaele Fitto già presidente-ragazzino nel 2000, prima di diventare parlamentare, ministro ed eurodeputato (ma all’epoca stava con Berlusconi). In Campania, invece, resuscita politicamente Stefano Caldoro, un altro passato che avanza, già presidente della Regione nel quinquennio 2010-2015, ma prima sottosegretario, viceministro e ministro del Cavaliere. Giunto alla terza sfida contro l’attuale reggente, Vincenzo De Luca.