L’altra scuola
Cristiana SalvagniAllora si può. Un'altra scuola è possibile. Dopo oltre sei mesi di dubbi e paure la scuola ha concluso la prima settimana dopo la ripartenza. Già con la chiusura di qualche istituto, è vero, e con diverse classi in quarantena, ma anche con tanti esempi di coraggio, fantasia, passione e duro lavoro di insegnanti e presidi che non hanno voluto arrendersi. Dopo i dibattiti, le decisioni e le infinite polemiche questa prima settimana ci racconta com'è l'altra scuola che mai nessuno aveva immaginato prima della pandemia.
Racconta per esempio che alla media Farini di Bologna si fa lezione all'aperto in uno spazio rinominato aula Flintstones, in pratica un'agorà con i tronchi d'alberi tagliati a mo' di panchine al posto dei banchi. Che a Genova alla primaria Perasso maestri e assistenti hanno fatto per due giorni da imbianchini e muratori per sistemare le aule in tempo. Mentre all'istituto Elisa Scala di Roma un professore di scienze ambientali ha trovato il modo di segare e riadattare i vecchi banchi a due per renderli singoli.
E questo nonostante la preoccupazione per la risalita dei contagi che ci fa chiedere fino a quando continuerà a suonare la campanella. Perché come sottolinea l'istituto di sanità nel nostro Paese l'epidemia sta lentamente e progressivamente peggiorando e soprattutto sono i giovani a portare il virus nelle case, a infettare i genitori e i nonni. Tanto che l'età media dei contagiati che quest'estate era poco sopra ai 30 anni ora è risalita a 41 e un infettato su tre ha più di 50 anni.
Tutto ciò mentre cominciano a riaprire gli stadi. Come scrive Michele Bocci, un pezzetto di serie A riparte domenica con una manciata di spettatori rispetto alla capienza degli impianti. Pochi, protetti dalla mascherina e ben distanziati. Paolo Condò ci racconta la ripartenza del campionato di calcio, tra nuove regole anti Covid e calendario, e spiega quali saranno quest'anno gli uomini chiave della serie A.