L’errore da non ripetere
di Cristiana SalvagniSacrifici a Natale per scongiurare, con l’arrivo dell’anno nuovo, anche quello di una terza ondata. È questa la strategia che sta prendendo corpo nei piani del governo. Ci troviamo di fronte a dati dei contagi ancora alti ma non fuori controllo e che anzi fanno sperare di poter scavallare il picco d’autunno.
Gli esperti del Comitato tecnico scientifico, scrive Tommaso Ciriaco, consigliano feste sobrie. Negozi aperti, dove possibile, e quindi sì ai regali, ma socialità responsabile. Pochi e selezionati i contatti tra familiari e amici.
L’obiettivo dichiarato è riportare l’Rt, cioè l’indice di replicazione del contagio del coronavirus, sotto la soglia critica dell’1 entro la metà di dicembre. Proprio a un passo dalle feste. E qui l’errore da non ripetere sarà il liberi tutti dello scorso ferragosto, perché sarebbe in grado di farci riprecipitare a gennaio nel vortice di una terza ondata di Covid. Per giunta a ridosso dell’arrivo delle prime dosi di vaccini. L’invito esplicito agli italiani sarà quindi quello di “non mollare”. Di resistere.
“Una quota importante di vaccinati potrà essere raggiunta solo in primavera o in estate” ricorda l’immunologo Alberto Mantovani nell’intervista di Elena Dusi. “Nel frattempo dovremo ancora mantenere alta la guardia. Non vorrei che l’idea del vaccino vicino ci spinga a comportamenti sconsiderati come è avvenuto la scorsa estate. Siamo stati i più bravi al mondo nel combattere un’ondata violentissima, poi abbiamo dissipato tutti i nostri sforzi. Quando avremo le prime dosi questo errore non si dovrà ripetere”.