Poche ma buone
di Cristiana SalvagniNel vocio della politica a cui ci siamo abituati risultano quasi stranianti, scrive Concita De Gregorio, le poche parole misurate, rispettose ed esatte pronunciate da chi ora ha preso in mano la crisi pandemica e le sorti economiche del Paese. Quelle del presidente del Consiglio incaricato Mario Draghi, che segnano una distanza simbolica dal resto del mondo.
Mentre la conta dei morti di Covid in Italia supera la soglia dei 90mila e la diffusione delle varianti spaventa, il comitato tecnico scientifico dà il via libera alla riapertura degli impianti sciistici nelle zone gialle. Si riparte il 15 febbraio, quando potrebbe saltare anche il blocco degli spostamenti tra regioni, che scade proprio quel giorno. E poiché le misure che limitano la libertà personale devono essere adottate dal premier dopo un passaggio in Consiglio dei ministri, il silenzio-assenso potrebbe far saltare il divieto.
Lo scenario dei contagi in salita e del liberi tutti, unito a quello di una campagna vaccinale alle prime fasi, avvalorano la missione di Draghi. In Italia e in Europa. Se i mercati scommettono sul nuovo governo, la Banca centrale europea chiede di usare rapidamente i fondi del Recovery Plan in investimenti strutturali che favoriscano la crescita. Chiede in particolare al nostro Paese, a cui tocca una fetta fondamentale delle risorse, di spendere bene i soldi in modo da innescare un effetto benefico per tutta l’area dell’euro. Ancora una volta, poche riforme ma buone.